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Huawei, scatta l’ora del P10

2 marzo 2017
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Huawei, scatta l’ora del P10

Dopo aver compiuto una scalata sui mercati decisamente impensabile alla viglia e aver portato a traino l’intera industria cinese (con Xiaomi in testa), finalmente uscita dal novero delle barzellette e delle leggende metropolitane, Huawei si pone ora l’obiettivo dichiarato di erodere quote di mercato anche ad Apple, leader indiscussa del settore telefonico mobile e beneficiaria dell’unica reale alternativa ad Android, soprattutto a seguito del crollo vertiginoso che ha portato Windows Phone nel dimenticatoio nel giro di pochi anni.

Abbandonata dunque la “fascia media” di mercato e l’idea di ritagliarsi nicchie sempre più ampie in virtù di un prezzo di vendita al pubblico decisamente sotto la media, Hauwei punta ora a dritta a realizzare un “top di gamma” sempre più in grado di risultare concorrenziale rispetto ad iPhone, non solo in base ai dati esposti sul cartellino di vendita, ma anche in virtù di funzionalità all’avanguardia e di un’estetica accattivante.

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Complice l’ormai celeberrima assenza del grande atteso Samsung Galaxy S8 (del quale è apparsa per altro la prima vera foto online) e di iPhone 8, ancor avvolto dal mistero e in fase di rifinizione, Huawei ha potuto dunque rubare la scena ai concorrenti nel corso del Mobile World Congress di Barcellona, potendo esporre quei dispositivi P10 e P10 Plus che hanno rappresentato forse il vero culmine dell’intera fiera di settore.

Accomunati da un’architettura interna e da una componentistica hardware quasi identica, i due smartphones prodotti da Huawei posseggono entrambi caratteristiche tecniche all’avanguardia, comprensive di nuovi display retroilluminati mediante il sistema di regolazione del contrasto IPS-NEO LCD, di accurate fotocamere munite di doppio sensore, di un sistema di riconoscimento per le impronte digitali inserito nel tasto Home e di una versione personalizzata di Android 7.0 Nougat piuttosto fluida e funzionale.

Le reali differenze tra Huawei P10 e P10 Plus si esplicano, come tradizione, nelle dimensioni del display, nel comparto legato alla batteria, nella capacità di storage dei dei dispositivi e nel quantitativo di ram del quale si desidera disporre per gestire più rapidamente le applicazioni, con un minimo stimato comunque in 4GB, misura più che sufficiente a far funzionare Android senza alcun intoppo.

In attesa delle risposte di Samsung ed Apple al nuovo gioiellino cinese, la possibilità che Huawei prosegua nella sue ascesa sui mercati è più che concreta, così come il timore che serpeggia tra i principali competitors, spesso costretti ad inseguire le innovazioni cinesi senza che la cosa suscita l’ilarità tipica delle barzellette o delle leggende metropolitane.

 

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