
Dando ormai per assodato che la robotica rappresenta l’evoluzione ultima dei progetti ingegnerisitci realizzati fino ad ora e che, prima o poi, il sistema di algoritmi ed intelligenze artificiali applicate al web sfonderà le barriere degli schermi per incarnarsi in automi simil-umani, resta da capire quanto questa rincorsa all’androide possa risultare realmente utile al genere umano e quanto invece i robot partoriti dai colossi hi-tech risultino più alla stregua di mere esibizioni di potere, create per mostrare le potenzialità di un determinato progetto, ma di fatto, inutili come una stufa e pelletts il giorno di ferragosto.
Senza ancora sapere in quale categoria rientri effettivamente i suo nuovo automa, Google ha potuto presentare al mondo le prime immagini di Handle, automa semovente in grado di superare barriere architettoniche e terreni accidentati grazie ad un particolare sistema di locomozione all’avanguardia che consente stabilità e posizione eretta al robot anche su tracciati piuttosto impegnativi.

Alto un metro e 80 centimetri, perfettamente in grado di reggersi sugli “arti inferiori” e munito di braccia meccaniche in grado di compiere semplici operazioni manuali, Handle ha un buffo aspetto che ricorda una via di mezzo tra un cavallo imbizzarrito e il parto visionario di qualche film di fantascienza degli anni’80.
Realizzato negli stabilimenti di Boston Dynamics, società facente capo alla stessa Google, Handle riesce inoltre a compiere salti senza perdere l’equilibrio e ad atterrare in posizione eretta dopo essersi staccato da terra di circa mezzo metro, mostrando potenzialità inedite e sconosciute agli omologhi di settore, generalmente poco avvezzi con saltelli e balzi in avanti.
Documentato attraverso un breve filmato della durata di un minuto, Handle è stato ideato per testare le potenzialità di un nuovo sistema di bilanciamento dinamico che abbina calcoli algoritmici a sofisticati sensori per tenere in piedi il robot, anche se , all’atto pratico, nessuno al mondo ha davvero capito a cosa serve il diabolico robottino impazzito di Google, una volta spogliato della mera esibizione di potere che ammanta la robotica.
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