
Balzata agli onori delle cronache 22 anni fa, quando la squadretta di calcio locale sconfisse la Nazionale italiana pronta a partire per i mondiali americani, la cittadina di Pontedera torna a far parlare di sé, questa volta per l’ideazione del primo robot flessibile i cui utilizzi risultano multiformi e molteplici almeno quanto la sua mutevole struttura.
Costituito da un lungo corpo sottile che ricorda la conformazione anatomica di un serpente, il robot progettato dai ricercatori del CentroBioRobotica rappresenta una novità assoluta a livello mondiale, dato che la sua capacità di avanzamento è vincolata alla sua stessa struttura, in grado di diventare rigida all’occorrenza e di simulare in modo autonomo i movimenti messi in atto dai rettili sulla terra ferma.

Potenzialmente in grado di rivoluzionare il mondo della chirurgia, dato che peso e dimensioni ridotte consentono la facile penetrazione nel corpo umano, il robot flessibile pisano è stato in realtà concepito per adattarsi ad un vasto spettro di impieghi che comprende anche il settore legato all’ingegneria spaziale, dove la possibilità di fare leva su un automa strisciante privo di guida esterna potrebbe implementare di molto il novero delle conoscenze attuali.
Oltre alla struttura, decisamente particolare, a rendere unico il progetto italiano è appunto l’assenza di comandi posizionati all’esterno del robot e la conseguente possibilità di poter impostare il dispositivo per la ricerca di minuscoli oggetti spingendolo a compiere da solo il percorso e ad evitare ostacoli grazie ai sensori presenti nelle maglie della sua struttura.
Secondo i suoi ideatori, il robot flessibile potrebbe presto giungere ad una produzione seriale nell’arco dei prossimi 3 o 5 anni ed andare a rimpiazzare i comuni sondini manovrati in modo esterno dall’azione umana, in ambito chirurgico, limitando dunque l’intervento dei medici alla fase legata alla programmazione iniziale dell’automa.
La speranza è logicamente quella che il robot possa davvero condurre in direzione di un implemento di efficienza in ambito medico e giungere in aiuto alle mani dei chirurghi, apportando benefici al morale italiano decisamente maggiori di quelli fatti registrare a seguito della storia ca vittoria del Pontedera sulla Nazionale di Sacchi.
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