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Samsung come Volkswagen, consumi truccati durante i test?

2 ottobre 2015
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Samsung come Volkswagen, consumi truccati durante i test?

L’esistenza (piuttosto presunta) di un consumo definito come “etico” e di scelte consapevoli in fase di acquisto si basa spesso sull’atto di fiducia compiuto dal comune cittadino nei confronti delle dichiarazioni ufficiali partorite dalle case produttrici e sulla credenza che quanto si torvi scritto sopra un’etichetta corrisponda ad infallibile verità.

Oltre a gettare nell’occhio del ciclone la virtuosissima Volkswagen, lo scandalo relativo alle emissioni truccate pare aver aperto cancelli serrati a doppi mandata, dietro i quali si cela il fondato sospetto che la frode messa in atto dalla casa motoristica più potente d’Europa possa non essere un atto poi così isolato e poco comune.

A sola una settimana di distanza dal clamore planetario suscitato da tubi di scappamento scappati ai controlli, ecco dunque che anche Samsung si trova ora sotto indagine per una differenza di consumo tra le stime dichiarate e quelle effettive, che pare andare, inutile dirlo, a netto discapito del primo termine dell’equazione.

In particolare, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, la differenza di consumi riguarderebbe la serie di televisori prodotta da Samsung munti del particolare sistema denominato “Motion Lighting”, atto a diminuire la frequenza luminosa e potenzialmente in grado di ingannare gli appositi test, simulando un consumo energetico inferiore a quello realmente messo in atto, una volta che si impiega il dispositivo per le comuni mansioni domestiche.

Attraverso accurate misurazioni, condotte dalla società indipendente Complian tv sarebbero infatti emerse differenze di consumi prodotte proprio a partire dalla presenza del particolare software in grado di ingannare gli strumenti di analisi e di favorire così l’inclusione dei televisori all’interno di fasce di mercato (e di prezzo) che non competerebbero loro, in virtù dei reali consumi degli apparecchi.

Dal canto suo, l’Unione Europea ha fatto sapere che provvederà quanto prima a verificare le accuse di The Guardian, lasciando per ora la presunzione di innocenza (da qui il punto di domanda nel titolo) al colosso coreano e la pretesa di aver compiuto un acquisto etico a tutti compratori di televisori a marchio Samsung.

 

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