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Come proteggere i bambini dalle zanzare (senza farne una tragedia)

27 giugno 2016
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Come proteggere i bambini dalle zanzare (senza farne una tragedia)

Risulta evidente a chiunque che l’estensione di un danno o di un difetto rispetto ad una superficie appare ampiamente ingigantita al decrescere dell’area di riferimento, di modo che, ad esempio, una piccola macchia di caffè su una tavola imbandita sembrerà estremamente sgradevole, ma piuttosto contenuta, mentre la stessa macchia su un tovagliolo ci porterà a percepire l’oggetto come interamente macchiato e ormai inutilizzabile.

Nonostante la percezione degli spazi e delle dimensioni ci accompagnino da quando abbiamo sviluppato le nostre facoltà cognitive, questa certezza viene improvvisamente a cadere quando si parla di bambini e di morsi di zanzare e ci dimentichiamo che la puntura riportata dal nostro pargolo non è enorme in quanto tale, ma sembra un cratere in eruzione solo se rapportata alle ridotte dimensioni del corpo del bimbo.

bambino morso

Il panico scatenato dal morso delle zanzare su un bambino piccolo è infatti spesso tale da portarci a domandare quale sia l’esatta causa del gonfiore riportato dal bimbo e ad interrogarci se nostro figlio possa in realtà essere caduto vittima della quinta malattia, della sesta, della nona, della tredicesima o se non sia invece stato morso da qualche strana forma di ragno tropicale che, guarda caso, era rimasto buono sotto il letto in attesa dell’estate, nonostante gli aracnidi non si trovino ad essere per loro fortuna animali stagionali e non producano aumenti di attività in corrispondenza della bella stagione.

Premettendo dunque che se trovate strane macchie che sembrano punture di zanzara proprio in corrispondenza del periodo estivo sula pelle del bimbo, molto probabilmente non esiste nessuna altra condizione patologica latente (soprattutto in assenza di altri sintomi), prima di perdere la calma ed immaginare che vostro figlio possa rimanere perennemente sfigurato o patire le pene dell’inferno per via dei morsi, occorre considerare nel dettaglio la fenomenologia di un’eventualità tanto fastidiosa quanto comune.

Quali rischi comporta il morso di zanzara nel bambino piccolo?

A meno che non vi troviate a vivere o a soggiornare in aree del pianeta in cui dimorano particolari tipologie di zanzare, in grado di veicolare qualche forma di patologia virale (come il virus Zika o la malaria), il morso delle comuni zanzare non comporta alcun rischio per la salvaguardia di vostro figlio e lo spettro sintomatologico è identico a quello presente nell’adulto, seppur con modalità e tempistiche di guarigione che possono risultare differenti per via della differente costituzione del sistema immunitario del piccolo.

In assenza di un reale rischio di trasmissione virale, da noi pressoché totalmente assente, i fastidi derivanti dai morsi delle zanzara si limitano dunque a quel gonfiore e a quella sensazione di iniziale prurito che contraddistinguono l’universo adulto e che trovano origine nel fatto che l’odioso insetto rilascia una sostanza irritante dopo aver prelevato la quantità di sangue e serotonina necessaria a fare dischiudere le sue uova.

morso di zanzara

Il fatto che le piccole piaghe da morso possano risultare più persistenti e difficili da guarire in soggetti sotto i tre anni di età è dovuto a ragioni in base alle quali l’organismo del bimbo non possiede una pregressa storia clinica relativa al contatto con la sostanza irritante e che, dunque, il suo sistema immunitario impiega più tempo nel curare la nuova minaccia; il che non si traduce ovviamente nel fatto che i morsi di zanzara nel piccolo siano la spia per l’avvento di altre condizioni patologiche reali.

In caso il bimbo non abbia la febbre e non lamenti altre problematiche, la prima cosa da fare è deporre l’allarmismo, smetterla di cercare informazioni catastrofiche su Internet ed attrezzarsi al meglio per porre fine a quel fastidio che potrebbe comunque rovinare la qualità delle vostre estati (prima ancora che della sua) e spingervi a mettere in atto una sorta di count-down in previsione dell’autunno.

Protezione: prima l’ambiente, poi (eventualmente) la pelle

L’ovvia precondizione necessaria a fare in modo che le zanzare non pugnano i nostri figli è rappresentata dall’assenza o dalla scarsità di insetti all’interno dell’ambiente nel quale si intende soggiornare; ragione che impone in modo categorico un minuzioso controllo delle stanze di casa e delle precauzioni adottate, prima di iniziare ad ungere il bambino con creme e cremine repellenti spesso di dubbia provenienza e composizione.

Dato che il rimedio più efficace è, come spesso accade, il più costoso e che non tutti dispongono della possibilità di montare zanzariere su tutte le finestre di casa (oppure non le tollerano per via di un senso di claustrofobia che lo strumento comporta), esistono comunque efficaci rimedi “caserecci” per ridurre la presenza delle zanzare negli ambienti domestici a fronte di qualche piccolo accorgimento.

zanzara citronella

In primo luogo, una semplice soluzione al problema può venire dalla possibilità di inserire su balconi e finestre alcune piantine, come i gerani, ampiamente note per la loro capacità di tenere lontane le zanzare, ma potenzialmente in grado di rivelarsi alla stregua di un’arma a doppio taglio in caso di mancata manutenzione.

Se i gerani risultano infatti sgraditi alle zanzare, un mancato ricambio dell’acqua che si accumula in fondo ai vasi contribuisce a creare una sorta di ristagno, in grado di riverberarsi nella genesi di un microcosmo paludoso e di trasformarsi nell’ambiente ideale alla proliferazione della zanzara; ragione in base alla quale risulta buona norma effettuare manutenzione continua a piante e vasi dopo l’acquisto.

Via libera anche alle candele e ai diffusori a base di olio essenziale a base di citronella,  ma a patto che i rimedi siano composti in modo integrale dalla sostanza, senza altri tipi di aggiunte e solo a patto che non si disponga dello spazio e della pazienza (davvero poca!) necessaria a coltivare la pianta in giardino o in vaso e a cogliere così due metaforici piccioni con una fava di citronella, dato che l’odore della pianta “al naturale” risulta molto più efficace dei suoi derivati industriali.

In caso vogliate invece orientare la scelta in direzione di spirali e presine elettriche, l’alternativa risulta valida, ma solo se in locali ampiamente aerati e solo in assenza di un abuso protratto nel tempo che potrebbe alla lunga funestare l’ambiente in cui vive il bambino.

Creme e pomate

Come premesso, il ricorso a creme e pomate anti-zanzare dovrebbe rappresentare un’extrema ratio e non la norma più assoluta, dal momento che la pelle del bimbo non si trova a necessitare di componenti esterne da assorbire e che una storia clinica così breve non può escludere in senso assoluto la presenza di lievi allergie individuali o di fattori irritanti più perniciosi degli stessi morsi di zanzare.

In caso si decida di impiegare comunque creme repellenti per tenere lontane le zanzare dal bimbo, il consiglio è quello di non abusare mai del prodotto e di orientare la scelta su quei composi ricavati a partire da sostanze naturali (magari proprio la sopracitata citronella) che presentano un rischio irritante molto basso e un grado di assuefazione prossimo allo zero, basando la loro efficacia su una gamma di odori percepiti come sgradevoli dagli insetti.

zanzara

In caso si desideri invece impiegare preparati e unguenti ideati per porre rimedio alle piccole ferite originate dalle punture di zanzara, occorre fare un passo indietro e chiederci se il rimedio non giovi più alla nostra coscienza che non alla salute del bimbo.

Se l’intenzione alla base del ricorso a creme e pomate è quella di alleviare la mera componente estetica delle punture, anche a fronte della totale assenza di effettivo fastidio manifestato dal bambino, lasciate pure perdere e cercate di preferire gli stupidi commenti di amici e parenti ad un rimedio artificioso che non andrà a togliere né aggiungere niente alla salute di vostro figlio.

In caso siate invece sicuri che il bollone sul braccio del bimbo corrisponda in modo univoco ad un reale fastidio e che il bambino lo percepisca come tale, tentando di grattarsi o manifestando  senso di dolore, procedete pure con appositi rimedi, cercando comunque di evitare come la peste unguenti a base di cortisone e preferendo creme idratanti in grado di ripristinare la naturale morbidezza dei tessuti e di alleviare il fastidio percepito dal bimbo in fase locale.

L’abuso di cortisonici per fare fronte alle punture di zanzara rientra infatti nell’ampia casistica che vede ogni giorno eserciti di genitori intenti a curare patologie inesistenti con farmaci veri (antibiotici e antipiretici sono quelli che vanno per la maggiore), dando origine ad un esercito di bambini un po’ meno agguerrito, assuefatto a molecole di varia natura ed in seria difficoltà di fronte alla possibile insorgenza di una malattia reale.

Prima di procedere con trattamenti di qualunque natura occorre comunque verificare l’assenza di un quadro sintomatologico che comprende la presenza di difficoltà respiratorie, tosse persistente o crampi allo stomaco, la cui compresenza unita alla puntura di zanzara impone un consulto pediatrico e l’assoluta rinuncia dei rimedi fai-da-te.

Alcuni semplici rimedi

In caso dunque vostro figlio non presenti nessun tipo di complicazione di fronte alle orribili punture e non paia affatto debilitato e meno volenteroso di giocare del solito, sarà sufficiente lasciare che i morsi facciano il loro naturale decorso, magari aiutando la guarigione mediante semplici e antiche operazioni che potrebbero velocizzare la guarigione e rendervi più sereni.

La prima operazione da compiere subito dopo aver notato un nuovo morso sull’epidermide del bimbo consiste nel disinfettare la zona con acqua e sapone, di modo da impedire che il liquido irritante si espanda a dismisura nella zona d’azione e che la bolla si gonfi più del previsto.

puntura di zanzara

In caso acqua e sapone possano apparirvi alla tregua di un rimedio troppo spartano, potete applicare un cubetto di ghiaccio sulla ferita per ridurne l’impatto o procedere ad un’ulteriore opera di disinfezione mediante succo di limone (brucia un po’, ma è più che efficace), bicarbonato di sodio o dentifricio alla menta; tutte soluzioni che garantiscano un discreto livello di successo in caso l’operazione venga compiuta con tempestività e che impediscono alla situazione di degenerare senza il bisogno di cortisonici o costose pomate mediche.

Dato il basso livello di infezione e la scarsa pericolosità dei morsi, i rimedi naturali sovraesposti sono più che sufficienti a contrastare una puntura di una zanzara e a fare in modo che il bambino si dimentichi di essere stato punto pochi minuti dopo che la zanzara ha sollevato il volto fiera dal suo lauto pasto.

In sintesi, in assenza di altri sintomi, i morsi di zanzara non rappresentano una problematica per la salute del bimbo, ma un semplice fastidio temporaneo che risulta arginabile mediante l’adozione di contromisure semplici ed economiche e non occorre, per tanto, che vi lasciate prendere dal panico come fareste davanti ad una macchia di caffè presente su un tovagliolo ed ingigantita a dismisura dal nostro punto di osservazione.

 

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