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Salute e Benessere
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Corte Ue, possibile nesso causale tra vaccino e malattia?

22 Giugno 2017
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Corte Ue, possibile nesso causale tra vaccino e malattia?

Esattamente come può tranquillamente accadere che una persona muoia dopo aver indossato un normale casco da moto, a seguito di un colpo di caldo, di un soffocamento improvviso o di qualche altra improbabile circostanza, esiste ovviamente una remotissima e vaghissima possibilità che la somministrazione di un vaccino si accompagni ad una serie di complicazioni in grado di sfociare in un autentico stato patologico; il che non implica ovviamente che l’esiguo rischio debba condurre alla messa al bando della misura profilattica in questione.

In un mondo in cui buona parte degli utenti di internet si improvvisa virologa da un giorno all’altro e attribuisce ai vaccini la genesi di fantomatiche patologie (come l’autismo) che si sviluppano in realtà nel grembo materno e l’altra metà ritiene, per converso, che non esista alcun coefficiente di rischio connesso con la somministrazione, ha avuto un’elevata risonanza la recentissima sentenza della Corte Europea che, di fatto, stabilisce il possibile nesso causale tra vaccini e patologie.

vaccino nesso causale

Accogliendo le istanze di un cittadino francese, colpito da sclerosi multipla e poi deceduto a seguito della somministrazione di un vaccino contro l’epatite B prodotto da Sanofi Aventis, la Corte Ue ha infatti stabilito come la serie di indizi a carico del nesso (seppur in assenza di prova certa) possa porsi come causa unica per il decesso ed accettato dunque il ricorso dei familiari del paziente in base alla sua plausibilità.

Trasformata in una “notizia choc” dalla stampa nostrana e in un nuovo grido di battaglia da parte del bizzarro movimento no vax, la sentenza in realtà scopre l’acqua calda, dato che un infinitesimale coefficiente di rischio (inferiore ad un caso su un milione) può effettivamente coinvolgere i vaccini e che, esattamente come esistono soggetti morti a causa della penicillina, della puntura di un’ape o di un fulmine, esiste effettivamente un ristrettissimo novero di individui che ha sviluppato malesseri e malori di varia natura a seguito della somministrazione.

Tutto questo non sposta tuttavia di un millimetro l’equilibrio tra i reali fattori di rischio, dato che per una persona tragicamente danneggiata dai vaccini, ne esistono almeno diecimila che avrebbero potuto avere salva la loro vita proprio grazie l’accesso ai vaccini e che, spulciando le cronache planetarie, probabilmente si incontra davvero il caso di qualche soggetto morto per aver indossato un casco da moto, senza che questo ci porti ad urlare al complotto contro i legislatori che ne rendono obbligatorio l’utilizzo.

 

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