Salute e Benessere
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Effettuato il primo trapianto di testa sul corpo di una scimmia

21 Gennaio 2016
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Effettuato il primo trapianto di testa sul corpo di una scimmia

Considerato alla stregua di un folle in Occidente (tanto da venire incluso in un popolare videogame come emblema dello “scienziato pazzo”) e adorato invece in quella Cina dove sperimentazione estrema fa rima con Potere, il dottor Sergio Canavero è finalmente riuscito nel suo intento di portare a termine il primo agognato trapianto di testa, anche se, al momento, solo su una scimmia.

Passando rapidamente dall’intenzione alla pratica, il teorico del trapianto di testa più celebre al mondo è infatti riuscito a trovare proprio nel governo cinese un valido sponsor in grado di mettergli a disposizione soldi e laboratori per verificare sul campo la fattibilità del visionario progetto.

In attesa di poter tentare il primo vero trapianto di testa su un essere umano (il paziente esiste già e si chiama Valery Spiridonov), il dottor Canaevero si è dunque cimentato con una sorta di prova generale, coadiuvato da un’equipe di ricercatori facenti capo all’Università di Harbin, ben lieti di entrare nelle bizzarre cronache mediche a livello mondiale.

Stando a quanto affermato dallo stesso neurochirurgo, l’operazione risulterebbe perfettamente riuscita e il tentativo di collegare i vasi sanguigni del primate sarebbe andando agevolmente in porto, anche se l’animale è stato soppresso 20 ore dopo il trapianto onde evitargli le sofferenze derivanti dalla mancata connessione con il nuovo tessuto spinale.

L’avvenuto trapianto di testa su una scimmia dovrebbe essere, almeno nelle intenzioni, l’ultimo tentativo effettuato su cavie animali, prima che Sergio Canvero e la sua equipe si dedichino a ripetere la pratica su un essere umano; cosa che, tra l’altro, dovrebbe avvenire nel giro di soli due anni, complicazioni e moventi etici permettendo.

Ricordando che la sperimentazione relativa ad eventuali trapianti di testa è illegale, almeno da questa parte del mondo, non resta comunque che attendere nuovi sviluppi dell’operazione, utili a decretare in via definitiva la vera natura del dottor Canavero: visionario della ricerca o semplice scienziato pazzo in cerca di visibilità.

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