Salute e Benessere
Like

Il caso della bimba malata di Aids esclusa da scuola

30 ottobre 2015
694 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Il caso della bimba malata di Aids esclusa da scuola

Il numero sempre crescente di raccolte fondi, onlus e donazioni, testimonia come tutti noi siamo portati asolidarizzare verso chi si trova a soffrire di patologie incurabili o delle più disparate forme di disabilità, anche se, a ben guardare, tutta la solidarietà e la simpatia di cui siamo capaci rimangono spesso confinate ad un ambito distante e la prossimità con chi soffre continua a crearci disagio.

Probabilmente per paura di turbare le giovani menti dei ragazzini “sani” o l’allegro quadretto scolastico che si andava dipingendo, una scuola media statale in Campania si è tuttavia spinta ben oltre i confini stabiliti dal comune senso di disagio, rifiutando l’iscrizione ad una bambina di undici anni malata di Aids e affetta da una grave forma di disabilità invalidante.

La mancata iscrizione della piccola, motivata ufficialmente con ragioni legati alla disponibilità dei posti, ha rappresentato agli occhi dei genitori la proverbiale goccia in grado di far traboccare un vaso già pieno di lacrime, dato che la bambina è stata rifiutata per ben 36 volte durante la sua breve vita da una lunga serie di istituti, tutt’altro che volenterosi di introdurre malattia e disabilità tra le loro mura.

Laddove non è arrivato il buon senso e lo spirito umanitario, sono dovute fortunatamente intervenire le istituzioni che, con il ministro dell’educazione Giannini in testa, si sono per una volta compattate a difesa della bambina e del suo diritto allo studio, impegnandosi in prima persona per garantire l’ingresso della piccola a scuola entro pochi giorni.

Il solo fatto che la madre della bambina non sia riuscita a trovare una sola scuola disponibile ad accogliere la figlia in tuta la regione la dice comunque lunga sulle problematiche alle quali sono costretti ad andare incontro soggetti affetti da malattia e disabilità in età pediatrica e su quanto leautorità scolastiche si trovino assenti proprio laddove urgerebbe una completa vicinanza.

Confidando che l’intervento ministeriale conferisca un lieto fine (per quanto lieta posa essere la vicenda di una bambina che soffre) al travagliato cammino scolastico della bambina; la speranza è che ilpolverone suscitato dalla triste storia possa fungere da deterrente per tutti dirigenti scolasticiancora restii ad accettare quella malattia e quella disabilità che suscitano autentica compassione solo attraverso il filtro di uno schermo o la donazione di pochi spiccioli effettuata mediante un sms.

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi