
Nonostante la diffusa rincorsa ad un ideale di magrezza in grado di condurci tutti quanti verso l’adeguamento delle dimensione dei nostri ventri a quelle dei moderni televisori ultrapiatti, l’inverno è tradizionalmente la stagione in cui i chili in eccesso ricevono un minimo di indulgenza in più, in virtù dell’innata capacità del grasso sottocutaneo di fungere da isolante termico nei confronti delle aggressioni messe in atto dai venti gelidi e dalle temperature polari.
Stando a quanto sostiene un recente studio condotto dall’Università della California, oltre a fungere da cappotto supplementare, il grasso sotto pelle pare anche in grado di rallentare il corso delle infezioni batteriche e di proteggere l’organismo umano da microbi e agenti patogeni vari, svolgendo l’azione di barriera protettiva nei confronti della loro proliferazione.
Nel corso dello studio, ricercatori americani hanno esposto un gruppo di cavie da laboratorio alle aggressioni provocate dal batterio noto come stafilococco, al fine di monitorare quantità e tipologia di difese organiche messe in campo dal sistema immunitario dei roditori contro l’agente patogeno, senza che il ricorso a sostanze mediche o interventi esterni potesse alterare il processo e falsare così i risultati ricercati.
Sulla base della considerazione empirica che prevedeva una maggiore resistenza al batterio in tutti i roditori leggermente “over sizeâ€, i medici californiani sono riusciti a scoprire, a seguito di un’indagine approfondita, la capacità delle cellule grasse della pelle (denominate adipociti) di produrre in modo naturale e spontaneo un surplus di composti antimicrobici (cathelicidin) in grado di rallentare l’azione dello stafilococco e di contrastare l’insorgenza delle infezioni.
Tradotto su un versante squisitamente pratico, oltre a rappresentare una sorta di scudo a livello “fisico†di fronte alle aggressioni esterne, pare che il grasso sottocutaneo sia dunque in grado di porsi alla stregua di un antibiotico naturale sulla base di un’innata capacità da parte degli adipociti di moltiplicarsi e di dare vita a composti antibatterici in caso di minaccia rilevata dall’organismo.
Se la ricerca condotta dalla dottoressa Ling-Juan Zhang e pubblicata su Science dovesse trovare un corrispettivo in ambito umano, la scoperta dell’antibiotico naturale prodotto dalle cellule grasse potrebbe aprire la strada all’ideazione di farmaci derivati dai composti organici presenti nel nostro organismo e suggerire l’idea che le infezioni batteriche possano essere debellate semplicemente facendo leva su una tiplogia di composti antimicrobici già presenti nella struttura del nostro sistema immunitario, rendendo così superfluo il ricorso a molecole di tipo chimico, generalmente non prive di effetti collaterali e in grado di minare a lungo andare la nostra resistenza di fronte all’azione esercitata dagli agenti patogeni.
Se, per tant,o rientrate nella folta schiera di quelle persone che si trovano in perenne stato d’angoscia a causa di un girovita non esattamente in sintonia con i moderni canoni estetici, l’inverno vi offrirà l’occasione adatta per rimandare diete e buoni propositi a stagioni migliori, trasformando il vostro odiato grasso sottocutaneo in un efficace scudo contro freddo e batteri, con buona pace di tutti gli schermi ultrapiatti del mondo.