Salute e Benessere
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Un’aggiunta di vitamina D combatte raffreddore e influenza?

17 febbraio 2017
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Un’aggiunta di vitamina D combatte raffreddore e influenza?

Chiunque abbia mai avuto a che fare con una banale affezione alle vie respiratorie si sarà senz’altro votato in direzione di quei proverbiali “consigli della nonna” che prevedono un surplus di vitamina C finalizzato ad aumentare le difese immunitarie dell’organismo e a spingere così linfociti-T e consimili a sbarazzarsi dell’agente patogeno all’origine di raffreddore ed influenza con maggior velocità e senza troppi effetti collaterali.

Giusto per correggere un po’ l’opinione delle nonne di tutto il mondo, un gigantesco studio condotto nel Regno Unito pare invece mostrare come l’arma decisiva contro i malanni di stagione sia rappresentata da un’aggiunta di vitamina D alla dieta e come il suddetto principio attivo possegga dei vantaggi in grado di estendersi ben oltre la sfera della protezione dell’apparato scheletrico e del tessuto cutaneo.

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Andando ad analizzare le condizioni di salute di circa 11 mila volontari dislocati in 14 differenti paesi, i ricercatori facenti capo alla Queen Mary University di Londra hanno scoperto che l’aggiunta di un normale integratore a base di vitamina D alla dieta consentiva di mettere in atto una reazione imprevista da parte del sistema immunitario che riusciva a spingere i polmoni in direzione di una sovrapproduzione di agenti antimicrobiotici, utili a proteggere l’organismo dalle infezioni respiratorie e a debellare agevolmente raffreddore e influenza qualora il contagio avesse già avuto luogo.

Inoltre, i benefici aumentavano a dismisura presso quelle fasce di popolazione che si trovavano a soffrire di un deficit strutturale del suddetto elemento e facevano dunque in modo che l’aggiunta di vitamina D alla dieta consentisse non solo la riparazione di danni organici alle ossa o alla pelle, ma anche un maggior livello di protezione nei confronti delle patologie a carico dell’arato respiratorio.

Particolarmente utile presso color che si trovano a vivere in aree del mondo dove non batte mai il sole, dato che la vitamina D ha bisogno di un duplice processo di idrossilazione reso possibile proprio dalla luce solare, il principio alimentare potrebbe dunque diventare l’arma decisiva per scongiurare malanni e acciacchi alle vie respiratorie, anche se, dal Ministero della Salute britannico invitano alla cautela e affermano come le evidenze in materia non siano ancora risolutive della questione (da qui il punto di domanda nel titolo).

Nonostante la vastità del campione censito, il consueto riserbo che avvolge gli integratori alimentari condurrà in direzione di ulteriori controanalisi e studi finalizzati a confermare o invalidare le tesi dei medici inglesi, in attesa dei quali, è comunque sempre utile fare affidamento sui consigli della nonna e sul carico di esperienza empirica tramandati attraverso generazioni e generazioni.

 

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