Salute e Benessere
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Oms: il glifosato non è cancerogeno

17 maggio 2016
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Oms: il glifosato non è cancerogeno

Se un tempo gli imputati venivano riconosciuti innocenti fino a prova contraria, l’istituzione di un mondo iperconnesso e di processi di massa ha dato vita ad un sistema di tipo opposto, in cui ogni patologia viene ricondotta, nell’immaginario collettivo, all’impiego di una determinata sostanza, prima che giungano gli effettivi test clinici volti a sancire la bontà del nesso causale istituito.

Chiunque possieda un profilo su Facebook o un account su Twitter si sarà ritrovato in bacheca immagini strazianti di bambini nati deformi e post inneggianti all’abolizione del glifosato, pesticida imputato di provocare ogni mostruosità sanitaria fatta registrare da qui alla lontana Argentina, luogo in cui si sarebbero consumati i peggiori scempi umani in nome di una produzione agricola indifferente alla salute dei suoi cittadini.

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Premesso che, come tutti i pesticidi, il glifosato non rappresenta sicuramente un toccasana per la salute, pare tuttavia che il postulato legame tra l’impiego della sostanza e l’insorgenza di patologie di tipo oncologico non sopravviva al di fuori del suo habitat internettiano, dato che l’Oms ha riclassificato il prodotto smentendo il legame tra il suo impiego e il cancro.

Il rapporto intitolato Pesticide Residues in Food and the Environment ha infatti evidenziato come risulti molto improbabile che l’assunzione del glifosato nella dieta umana possa provocare il cancro e come tutti gli studi compiuti fino ad ora non abbiano mai fatto riscontrare un evidente legame tra la condizione patologica e l’impiego del noto erbicida in ambito agricolo.

Associandosi dunque al parere della massima autorità in materia di sicurezza alimentare europea, l’Efsa, i ricercatori facenti capo al Panel of Experts hanno rigettato in toto le tesi esposte da numerose sedicenti associazioni ambientaliste che prevedono l’estrema pericolosità del glifosato e che invocano da anni la sua piena messa al bando in ambito agricolo.

Pur non rappresentando un verdetto definitivo in materia, il rapporto redatto dall’Oms mostra come numerose delle tesi diffuse via internet si trovino prive di fondamento e come persino ai pesticidi debba venir riconosciuta quella presunzione di innocenza che si è andata perdendo in un mondo sempre più connesso e sempre più alla caccia di colpevoli e imputati.

 

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