Salute e Benessere
Like

Tatuaggi e piercing: infezioni per il 24% dei giovani

23 giugno 2015
1100 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Tatuaggi e piercing: infezioni per il 24% dei giovani

Il naturale ricambio generazionale è garantito non solo dalle differente aspirazioni messe in campo dai figli rispetto ai loro genitori, ma anche (e soprattutto) dall’adeguamento a dettami estetici tali da solcare un confine tra tutto ciò che viene reputato “vecchio” e ciò che appare invece inequivocabilmente “nuovo” e giovanile.

Se ogni generazione di giovani si spinge dunque in direzione della ricerca di uno stile tale da denotare le proprie differenze verso il mondo genitoriale, pare che la recentissima moda di praticare un numero crescente di tatuaggi e piercing porti con sé un fattore di rischio molto più elevato di quello presentato da capelli cotonati, pantaloni a zampa di elefante, cinture borchiate e quant’altro visto fin ad ora.

Una recente indagine compiuta dall’Università di Tor Vergata su un campione statistico pari a 2500 studenti delle scuole superiori ha infatti rivelato che, di pari passo con il crescente desiderio di marchiare il proprio corpo, sono in aumento esponenziale i fenomeni medici legati alle infezioni contratte nello studio del tatuatore o meditante l’apposizione di un piercing.

Il 24% degli intervistati ha infatti dichiarato di averriscontrato complicanze infettive di differente entità legate a piercing e tatuaggi, anche a fronte di un nutrito80% dei ragazzi censiti che si dichiara pienamente consapevole dei potenziali rischi ai quali va o andava incontro.

Solo il 17% di coloro che hanno piercing tatuaggi ha firmato l’apposito consenso informato al momento di sottoporsi alla pratica, mentre un ulteriore 54% si è dichiarato sicuro della sterilità degli strumenti adottati e , per tanto, convinto di non correre rischio alcuno.

Nonostante i rischi connessi con tatuaggi e piercing, pare comunque che il novero degli aspiranti possessori di disegni sulla pelle o anelli metallici sia destinato a crescere ulteriormente, data lavolontà, da parte del 32% del campione di munirsi di un tatuaggio in tempi brevi o di (per il 20% degli intervistati) di farsi traforare la pelle con un piercing.

I maggiori pericoli associati a queste due diffusissime pratiche riguardano la possibile trasmissione di un vasto spettro di malattie virali, che comprende epatite C e virus dell’Hiv, dovuto principalmente al mancato rispetto delle norme igieniche e sanitarie che dovrebbero regolare l’esecuzione della pratica.

Raccomandiamo quindi, a tutti coloro che desiderassero munirsi di tatuaggi o piercing di selezionare con estrema cura lo studio in cui si intende portare a termine l’attività e decidere se ne vale la pena dopo aver valutato in modo consapevole tutte le eventualità, prima che il discrimine con la generazione precedente venga segnato più su versante sanitario che su uno squisitamente estetico.

[adrotate banner=”6″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi