
Il termine “coincidenza†è stato ideato per definire la concomitanza di due singoli eventi che si trovano stranamente a sovrapporsi all’interno della medesima struttura temporale, senza che intercorra tra essi alcuna relazione di tipo causale: quando gli eventi in questione cominciano ad essere tre o quattro, parlare di coincidenza può tuttavia rivelarsi un po’ azzardato, soprattutto in ambito sanitario e soprattutto nel paese della malasanità per eccellenza.
Per questa e per altre ragioni, la difesa odierna dell’azienda Novartis, produttrice del vaccino anti-influenzale ritenuto responsabile del decesso di quattro pazienti, è subito apparsa alla stregua della proverbiale arrampicata sugli specchi e ha spostato (come di consueto) l’attenzione su quali siano le reali responsabilità mediche in caso di complicazioni sopraggiunte in seguito a misure profilattiche di routine.
In attesa che il tradizionale scaricabarile abbia inizio, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di sospendere la commercializzazione dei due lotti di vaccino incriminati, senza tuttavia avallare in modo esplicito la tesi che prevede una palese correlazione tra la somministrazione del farmaco e i decessi avvenuti in diverse zone della Penisola durante l’arco di tempo immediatamente successivo all’assunzione del vaccino.
L’Aifa ha lanciato a tutte le famiglie italiane un appello affinché vigilassero sulle condizioni di salute dei soggetti definiti a rischio (anziani, malati e bambini) che si sono sottoposti alla misura preventiva in una data antecedente a quella odierna, con l’intento di spingere chiunque nutra qualche sospetto in merito a rivolgersi all’unità sanitaria più vicina, onde evitare il rapido degenerare del quadro clinico di riferimento.
Chiunque abbia acquistato il vaccino Fluad senza averlo ancora utilizzato, prosegue l’Aifa, è inoltre invitato a controllare che il lotto del farmaco non corrisponda ad uno dei due posti sotto sequestro (143301 e il 142701) prima di procedere alla vaccinazione e ad attendere il definitivo via libera da parte delle autorità sanitarie.
Prima che si diffonda la psicosi sociale, dal Ministero della Salute invitano alla cautela (non potendo al momento stabilire con esattezza quale sia l’effettiva causa dei quattro decessi) e a non interrompere la campagna di vaccinazione in atto, dalla quale dipende l’incolumità di migliaia di cittadini, le cui condizioni di salute pregresse potrebbero favorire l’insorgenza di complicazioni in caso di contagio da parte del virus dell’influenza.
Senza voler cedere alle lusinghe di chi vorrebbe mettere sotto accusa l’intero impianto sanitario in ambito di misure profilattiche a seguito delle quattro tragiche morti, pare piuttosto lampante che una certa relazione debba logicamente sussistere tra la vaccinazione effettauate e i decessi; relazione sulla quale la magistratura indagherà al fine di individuare la presenza di un’eventuale componente dolosa o di fatali omissioni commesse da Novratis; a meno che qualcuno non riesca a fare archiviare i casi in questione sotto l’imprevista etichetta di “coincidenzeâ€.