
Oltre che per le ben note vicende di politica interna, l’anno 2011 verrà ricordato per l’istituzione di un referendum abrogativo, tramite il quale gli Italiani si sono pronunciati a favore della cosiddetta “acqua pubblica†esprimendo la loro volontà che la rete idrica nazionale non fosse affidata ad interessi e compagnie private.
A distanza di quattro anni dalla consultazione, la situazione idrica nostrana resta tuttavia piuttosto confusa in materia di effettiva gestione della rete, ma i nostri concittadini possono consolarsi conl’iniziativa denominata “Acqua del sindaco†che ha visto nascere lungo la Penisola un numero crescente di chioschi dedicati e che ha consentito a milioni di cittadini di approvvigionarsi con ottima acqua potabile a costi irrisori.
Per chi non lo sapesse e si dovesse trovare a vivere in un comune sprovvisto del servizio, i chioschi dedicati allâ€Acqua del sindaco†altro non sono che piccoli stand ubicati nei centri dei più disparati paesi, all’interno dei quali risulta possibile acquistare la quantità desiderata di acqua potabile (sia essa naturale o frizzante) andando aridurre sprechi legati a bottiglie e imballaggi e potendo godere di un prodotto dalla qualità certificata.
Nati come esperimento pilota in poche regioni italiane, i chioschi dedicati hanno visto la loro nascita nel 2010 e hanno rapidamente riscosso un successo tale da imporre una continua moltiplicazione che portato la loro presenza ad espandersi dalle 231 unità inziali fino alle 13000 attuali; segno tangibile di quanto il nostro modo di accesso all’acqua sia cambiato e stia cambiando.
Secondo stime elaborate dagli esperti di settore, l’istituzione dei chioschi dellâ€Acqua del sindaco†avrebbe consentito di risparmiare, in soli 5 anni, una quantità di bottiglie in Pet pari a 200.000 unità , con conseguente beneficio per l’ambiente, sgravato della necessità di vedere smaltiti materiali dal difficile riciclo e dall’impossibile compostaggio.
A fianco delle migliorie apportate all’eco-sistema, i chioschi hanno inoltre consentito un netto risparmio nelle tasche degli Italiani, dal momento che i prezzi di vendita prezzi al pubblico sono stimati introno ai 5 centesimi per la sola acqua (sia gassata che naturale) e in 25 centesimi in caso si desideri avere anche una bottiglia di vetro da riutilizzare; misure decisamente inferiori a quelle previste dalle grandi catene di distribuzione di acqua minerale.
La regione maggiormente all’avanguardia in quest’opera di riconversione idrica, risulta essere laLombardia, con il 52% dei soggetti censiti che dichiara di vivere in un comune provvisto di “Acqua del sindaco†e un ulteriore 47% che ne ricorre abitualmente all’iniziativa, per la gioia di tutti coloro che si espressero tramite referendum sull’inalienabile diritto ad avere acqua pubblica nel nostro Paese.
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