Scienza e Tecnologia
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Allo, ecco la risposta di Google a WhatsApp

22 Settembre 2016
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Allo, ecco la risposta di Google a WhatsApp

Se tutti i tentativi messi in campo fino ad ora da Google di uscire dal suo specifico settore di competenza e di cimentarsi con l’emulazione di altre piattaforme e altre funzionalità (si pensi a GPlus, ad esempio) si sono rivelati dei solenni fallimenti, l’azienda di Mountain View ha comunque deciso di lanciarsi a capofitto nel settore della messaggistica istantanea per smartphone, andando a lanciare un’applicazione che si pone l’ambizioso obiettivo di sottrarre quote di mercato ai colossi WhatsApp, Messenger e Snapchat.

Google Allo si configura infatti come una sorta di variante delle suddette applicazioni, in grado di unire la maggior parte delle funzionalità presenti su WhatsApp e Snapchat con un’interfaccia grafica immediatamente riconducibile all’universo di Google e di andare ad operare una sorta di sintesi in salsa Big G tra tutto quanto ha proposto fino ad oggi il fiorente mercato della messaggistica istantanea.

googleallomessaggi_emergeilfuturo

A fianco della possibilità di condurre chat di tipo privato o pubblico, individuali o multiple, Google ha dunque deciso di includere nel suo servizio anche un raffinato sistema di videochiamate, l‘inclusione di messaggi video o vocali all’interno del testo scritto e la facoltà di condurre chat in incognito; se non del tutto uguale, abbastanza simile a quella che ha consentito a Snapchat di emergere in un mercato già saturo di suo.

In arrivo nei prossimi giorni su Play Store e Apple Store, Allo consente inoltre di monitorare l’intero processo di invio relativo ad un messaggio o ad un contenuto, permettendo all’utente di valutarne lo stato di invio e quello di ricezione, in modo piuttosto analogo a quanto presente attualmente su WhatsApp in base al celeberrimo ed invadente sistema delle “doppie spunte”.

Se di per sé l’applicazione ha riscosso consensi positivi presso tutti coloro che hanno già potuto testarla ed appare alla stregua di un’app piuttosto curata e ben definita, eventuali problemi potrebbero sorgere dal fatto che, ancora una volta, Google cerca di inserirsi in un mercato ormai affollatissimo con un certo ritardo, sperando di poter replicare l’operazione computa con GPlus, ma questa volta senza che i fallimento finale prenda il sopravvento.

 

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