
Poche ore fa, Tim Cook in persona ha infatti annunciato l’imminente apertura del primo centro di sviluppo per le applicazioni dedicate a iOS in quel di Napoli, in barba alle velleità degli altri partner comunitari dell’azienda di Cupertino e di quelle insistenti voci che volevano Milano come luogo dal quale procedere con l’operazione.
Ideato per formare e istruire un’intera generazione di sviluppatori, in grado di rendere Apple indipendente di fronte al preponderante ruolo giocato da team esterni, ilcentro che sorgerà a Napoli avrà un respiro profondamente continentale e sarà rivolto a tutte quelle giovani menti europee che desiderano cimentarsi con una delle sfide principali della tecnologia moderna.
Se sono infatti i contenuti (cioè le applicazioni) ad aver contribuito alla fama planetaria dei dispositivi a marchio Apple, prima ancora che l’estetica o le caratteristiche tecniche, il novero della creatività rischia di esaurirsi presto e proprio da qui nasce la necessità di anticipare il futuro e di dar vita ad una scuderia di programmatori formati con l’esplicito intento di risultare funzionali alle esigenze della casa madre.
Primo tassello di un ampio edificio che prevede la replica del progetto in altre nazioni, il centro di sviluppo di Napoli si propone dunque di rinsaldare il legame tra Apple e le sue infinite applicazioni, oltre a quello, molto più antico, che lega lo storico marchio di Steve Jobs al nostro Paese e al suo inconfondibile stile.
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