Scienza e Tecnologia
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Apple in continua crescita: +27% e iPhone da record

28 Aprile 2015
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Apple in continua crescita: +27% e iPhone da record

Una delle pochissime soddisfazioni legate alla fine del ciclo scolastico e all’ingresso del mondo del lavoro, riguarda la possibilità di abbandonare per sempre giudizi e pagelle e di potersi votare ad una dimensione adulta dell’operato, all’interno della quale la fiducia verso il nostro lavoro sostituisce il giudizio costante.

Tutto questo è vero tranne nel caso vi troviate ad allenare l’Inter o lavoriate per un colosso della new technology, caso che prevede il ritorno delle pagelle sotto forma di bilanci fiscali trimestrali, impietosiresi conto di utili e fatturati elaborati sulla base delle aspettative degli analisti di mercato, con tanto di promossi e bocciati.

Mentre Facebook si è vista rimandare a settembre a causa di una gestione delle spese prossima alla follia, il primo della classe, Apple, continua a sorridere con utili che salgono di un ulteriore 27%, con un iPhone che ha ormai ha ridotto la concorrenza a disputarsi le briciole di un mercato sempre più low cost e con nuove frontiere conquistate fino al punto di vedere sventolare il vessillo della Mela in un oriente fino a poco fa estremo ed estremamente ostile.

L’utile trimestrale netto di Apple si è infatti attestato alla quota record di 13,6 miliardi di dollari, cifra che ampiamente superato i 10,6 dello scorso anno e tutte le più rosee previsioni della vigilia, grazie alla cifra record di 61,17 milioni di iPhone venduti durante il periodo di riferimento, dei quali un’enorme porzione è stata acquistata proprio in Cina, mercato che ha superato quello interno ponendosi come faro assoluto delle vendite Apple e come prerogativa irrinunciabile per l’azienda di Cupertino.

Anche a fronte di un continuo boicottaggio governativo e di teorie al limite della fantascienza scadente, secondo le quali il dispositivo sarebbe uno strumento ideato dalla Cia per spiare le attività di Pechino,iPhone continua a volare in Cina e a rappresentare quello status symbol in grado di portare a termine l’annosa globalizzazione dei mercati prevista dai suoi teorici, con tutti i pro e i contro del caso.

Bene anche iPad e iMac, con (rispettivamente) 12,62 e 4,51 milioni di unità vendute, cifre decisamente invidiabili per gli omologhi di settore, anche se ancora bene lontane da quelle fatte registrare da iPhone, sulle quali l’effettiva utilità del prodotto si fonde a quell’alone di “must have” in grado di trainare il telefono in direzioni di record continui.

Mentre le borse chiudono le loro contrattazioni post-trimestrali facendo segnare un rialzo del titolo Apple pari all’1,41%, prosegue quindi l’infinita crescita del marchio che fu di Steve Jobs, eterno primo della classe in un mondo in cui cifre e pagelle continuano a rappresentare il fulcro dell’attività economica e sociale.

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