
La diffusione planetaria operata dalle applicazione targate Apple è stata resa possibile grazie a quell’artificio che ha portato iTunes e consimili a cercare nuovi bacini di utenza dall’interno della “tana del nemico†e che porterà entro breve il nuovo servizio di musica in streaming Apple Music ad approdare su Android, trasformando di fatto il programma in una sorta di lettore universale, adatto ad ogni dispositivo e ad ogni telefono, a prescindere dall’azienda produttrice.
Con l’intento di sottrarre a Spotify lo scettro di regina dello streaming a livello planetario, in casa Apple hanno infatti preferito ideare una piattaforma adattabile anche ai dispositivi e ai sistemi operativi di Google, piuttosto che configurare Apple Music in modo esclusivo per iPhone e iPad e rendere così l’applicazione alla stregua di un incentivo all’acquisto dei prodotti di Cupertino.
Disponibile da ieri su Play Store solo in versione beta, in attesa della variante definitiva, Apple Music rappresenta la prima app “nativa†di casa Apple ad approdare su Android e mira ripetere il successo di pubblico fatto registrare con l’analoga operazione che portò iTunes ad approdare su pc e a soppiantare nel giro di pochi istanti Windows Media Player dalle preferenze dei fruitori di Windows.
Fatta eccezione per alcuni dettagli, come la presenza di un menu denominato “Navigation Drawnerâ€, la versione definitiva di Apple Music per Android dovrebbe configurarsi come completamente identica al suo corrispettivo per iOS, sia da un punto grafico che da uno strettamente funzionale, in modo da favorire l’eventuale passaggio ai dispositivi della Mela, senza troppi traumi legati allo stravolgimento dell’applicazione sui due differenti sistemi operativi.
Giusto per aggiungere una ciliegina sulla torta dello streaming, Apple offre la possibilità a tutti i fruitori di Android di provare la sua applicazione in modalità gratuita per tre mesi, senza le consuete limitazioni legate ad un’utenza di tipo premium o l’impossibilità di accedere a determinati contenuti esclusivi che definisce gli usuali parametri delle offerte promozionali a tempo.
Condotta con il duplice intento di diffondere a macchia d’olio il suo nuovo lettore musicale e di mostrare, al contempo, a tutti i possessori di telefoni a marchio Samsung o Lg le meraviglie del mondo di Cupertino, lo sdoganamento di Apple Music rappresenta un ottimo tentativo di condurre l’assalto finale a Spotify, andando a stanare il nemico proprio laddove risulta essere inevitabilmente più forte.
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