
La storia delle moderne aziende tecnologiche è colma di aneddoti ricchi di umidi scantinati dai quali sono partite le intuizioni che hanno cambiato al mondo e di bar in cui quattro amici hanno dato via ad innovativi progetti, poi divenuti enormi realtà a livello mondiale, tra un Campari col Bianco e un ammazzacaffè, quasi come se le idee migliori dovessero nascere per forza tra le mura domestiche, o quasi.
Purtroppo può anche capitare che i quattro amici al bar (cinque in questo caso), una volta intrapresa la strada del successo globale non si trovino più d’accordo sulla direzione futura da seguire e trasportino una delle più belle favole nostrane in polverose aule di tribunale, intenti a contendersi le spoglie di un passato fatto di strette di mano e ambiziosi progetti.
A seguito di una battaglia legale interminabile, che ha vistoquattro dei fondatori originali di Arduino (tra i quali il ceo Massimo Banzi) contrapposti al coofondatore “dissidente†Gianluca Martino, pare che le sorti della piemontese Arduino siano destinate a concludersi con un cambio di nome e di localizzazione geografica e che la nascente Genuino andrà a rimpiazzare la storica azienda produttrice di schede elettroniche portando armi e bagagli a New York.
Per chi non lo sapesse, Arduino è (era) una piccola realtà produttrice di schede elettroniche destinate ai più svariati utilizzi che è riuscita nel corso degli anni a mettere in crisi colossi del settore come Microsoft e a ritagliarsi un posto privilegiato all’interno del mercato globale, in virtù di una gestione di tipo familiare e di una serie di progetti talmente validi da ricevere un numero di emulazioni quasi inquantificabile.
La crescita dell’azienda ha recentemente imposto un cambio di vertice all’interno del consiglio direttivo, venutosi presto a dividere sull’opportunità di continuare la produzione all’interno della storica fabbrica piemontese di ivrea, oppure sulla possibilità di trasformare Arduino in un’autentica multinazionale con la “testa†negli States e fabbriche disseminate in giro per il mondo.
In occasione della recente Maker Faire di San Francisco, Massimo Banzi ha annunciato il doloroso cambio di rotta, in base al quale Arduino stringerà una partnership con l’azienda americana Adafruit traferendo la produzione della componentistica hardware di Arduino a New York, con sopracitato cambio di nome annesso.
In virtù di una sorta di paradosso legislativo, il marchio dell’azienda rimarrà tale solo negli Usa, mentre il resto del mondo si prepara dunque all’avvento della nuova realtà denominata Genuino, alla quale auguriamo le medesime fortune che hanno accompagnato la lunga ascesa del suo predecessore, non conoscendo ancora, al momento, le sorti della fabbrica un tempo centrale di Ivrea, né tantomeno quella di una letteratura colma di aneddoti legati all’amicizia e alle geniali scoperte realizzate tra le mura domestiche.
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