Scienza e Tecnologia
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Dall’Italia in arrivo nuovi satelliti ecosostenibili

24 Luglio 2015
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Dall’Italia in arrivo nuovi satelliti ecosostenibili

Da qualche tempo a questa parte abbiamo finalmente cominciato a domandarci che fine facciano le migliaia di tonnellate di rifiuti industriali che vengono quotidianamente prodotte e come risulti possibileabbattere l’impatto dei nostri consumi sull’ecosistema mediante l’adozione di materiali “green” e facilmente biodegradabili, una volta gettati impunemente all’interno dell’ambiente naturale circostante.

Chiarito il punto relativo allo stato di salute della Terra, resta ora da estendere lo stesso ragionamento all’ambito dello spazio, nel quale fluttuano da decenni numerosi satelliti artificiali tutt’altro che facilmente degradabili e assorbibili, una volta lanciati in orbita.

Sebbene il problema venga percepito con un’urgenza decisamente minore e comporti ricadute sulla nostra qualità di vita decisamente inferiore rispetto al suo omologo terrestre, è stato recentemente sottoscritto un protocollo tra i maggiori enti produttori di apparecchiature aerospaziali, attraverso il quale il nostro Paese si impegna a dar vita ad una ricerca orientata sulla completa biosostenibilità dei satelliti.

L’accordo sui satelliti “green” è stato raggiunto nel corso dell’annuale convengo, in corso di svolgimento a Capua,presso il Centro di ricerche aerospaziali (Cira), alla presenza dei responsabili dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), tutti ben lieti di sottoscrivere il protocollo anti-inquinamento spaziale che produrrà i suoi primi risultati con effetto quasi immediato.

All’atto pratico, l’intesa raggiunta comporterà la costruzione di satelliti dotati di minori dimensionirispetto agli attuali e l’impiego di materiali in grado di favorire la naturale dissoluzione dei dispositivi una volta terminata la loro funzione esplorativa e trovatisi ad essere dei semplici rottami destinati a vagare per lo spazio senza una meta precisa.

Inoltre, i nuovi mini-satelliti italiani verranno alimentati mediante il ricorso esclusivo all’energia solare, comportando dunque un netto risparmio in termini di combustibili bruciati e immessi nella stratosfera, per la gioia di quell’ecosistema che inizia sotto i nostri piedi e termina ben oltre il nostro angusto orizzonte percettivo.

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