
Premesso che il dispendio calorico ed emotivo richiesto dalle semplici operazioni domestiche, come accendere la luce o la televisione, sfiora lo zero assoluto e la volontà di delegare queste operazioni ad un’intelligenza artificiale sfiora a sua volta il ridicolo, la possibilità di comandare un’abitazione mediante il ricorso ad una sorta di sistema automatizzato potrebbe comunque consentire un giorno, la genesi di abitazioni ideate a misura di anziano o in grado di ridurre l’impatto energetico privato e i consumi in bolletta.
Proprio in questa direzione si muove il sistema Google Home, presentato dal ceo Sundar Pichai nel corso del consueto evento annuale e destinato a diventare la maggior novità dell’azienda sui mercati per il 2016, anche se la potenziale esplosione commerciale è prevista nel lungo termine.

Basato sulla presenza di una sorta di “scatola magica†dalla forma cilindrica, Google Home consta di un’assistente vocale in grado di gestire i principali elementi tecnologici dell’abitazione all’interno della quale viene installato, previa logica sincronizzazione, andando ad abbinare il sopracitato spegnimento di luci e televisione con un programma ideato per la navigazione internet che consente di accedere ai risultati di ricerca senza il bisogno di uno schermo o di comandi tattili.
Interamente basato su Google Assistant, il progetto di una casa intelligente ruota intorno alla possibilità di dare vita ad un’assistente vocale in grado di rielaborare le informazioni complesse e di porsi come embrionale prototipo di intelligenza artificiale sul quale fare affidamento, non solo in ottica di ottenere risposte ad un determinato quesito, ma di giungere ad un’ottimizzazione delle funzioni domestiche condotta in modo autonomo, senza il bisogno di continue istruzioni e comandi.
Punto di partenza di un lungo viaggio da condurre in direzione della genesi di abitazioni autosufficienti e versatili, Google Home si prepara dunque a sfruttare l’entusiasmo generato dalle ricerche vocali per tentare un lentissimo approdo nelle case di milioni di cittadini, probabilmente volenterosi di non dover più sprecare quella caloria scarsa per alzarsi e andare a spegnere la luce dimenticata accesa nell’altra stanza.
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