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Facebook, al via il filtro anti-bufale in Francia

7 febbraio 2017
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Facebook, al via il filtro anti-bufale in Francia

Per quanto si tenti di analizzare a posteriori le ragioni della vittoria elettorale di Donald Trump alle presidenziali americane, risulta quasi impossibile ricondurre ad un fattore unico un complesso di sensazioni sociali e politiche ancora lontano da essere compreso e riuscire parallelamente a capire quale sia stato il ruolo giocato dalle bufale diffuse su Facebook nell’ascesa dell’outsider ai danni della favoritissima Clinton.

Pur non potendo dunque imputare alla mera diffusione di notizie false sui social networks l’elezione di Trump, le nazioni europee hanno deciso di tutelarsi di fronte ad analoghe possibilità, onde evitare che rumors, bufale e falsità condizionino, in un senso o nell’altro, lo svolgimento delle imminenti tornate elettorali in Francia e Germania.

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Ecco dunque che, dopo quanto avvenuto in Germania, anche la Francia ha deciso di blindare la regolarità del suo voto andando ad imporre a Facebook un sistema di riconoscimento delle bufale, utile a dare maggior visibilità a tutte quelle notizie che godono dell’approvazione di fonti ufficiali e a rendere il lettore consapevole di fronte ai rischi connessi con la lettura di un post palesemente riconosciuto come falso o artefatto in base ad una certificazione rilasciata da organismi esterni.

Esattamente come sta accadendo in Germania, un’apposita equipe di giornalisti passerà al vaglio ogni notizia “sospetta” che farà la sua comparsa su Facebook, ne controllerà fonti e riferimenti fattuali e deciderà se concedere il via libera alla notizia in questione oppure se marchiarla attraverso l’apposizione di un bollino che rende immediatamente riconoscibile la bufala agli occhi di chi la legge.

Pur non essendo risolutiva della piaga relativa alle false notizie che quotidianamente ammorbano e mondano l’universo dei media, la disposizione rappresenta comunque un notevole passo avanti, dato che l’immediato riconoscimento di bufale e affini potrebbe davvero porsi alla stregua di un deterrente agli occhi del lettore medio, spesso portato a scambiare lucciole per lanterne e bufale per realtà fattuali.

In attesa di osservare quanto e come la novità introdotta su Facebook riuscirà a ricadere sul voto in Germania e Francia, non vi è comunque dubbio alcuno che le bufale sui social networks siano solo uno dei fattori in grado di influenzare il clima politico e che numerose altre disposizioni in merito debbano essere prese, prima che i farraginosi apparati statali di mezzo mondo si trovino ad imputare al solo Marc Zuckerberg la genesi e l’ascesa dell’outsider Donald Trump.

 

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