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Facebook apre le porte a a nickname e soprannomi

3 Novembre 2015
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Facebook apre le porte a a nickname e soprannomi

A differenza di altri social networks e altre piattaforme, Facebook si compone di un insieme di regole talmente strette in materia di nominativi, soprannomi e uso di nicknames, che, se qualcuno decidesse di rispettarle davvero, probabilmente l’utenza del sito si ridurrebbe in pochi giorni alle cinque unità, con Zuckeberg e i suo parenti rimasti a popolare il social network alla stregua di sopravvissuti ad una catastrofe nucleare.

Dopo aver tolto l’assurdo limite che impedisce ad un utente di inviare messaggi ad altri contatticollocati al di fuori delle sue frequentazioni sociali, oggi è la volta dei nomi da adottare sul sito, con il definitivo sdoganamento di quei soprannomi e nickname che imperano di fatto su Facebook dal giorno stesso in cui la piattaforma fu ideata.

Cedendo alle pressioni della comunità transgender e dei nativi d’America, che avevano a più riprese invocato la libertà di impiegare nomi d’arte o riferimenti a tori che se nen stanno seduti, Zuckerberg ha di fatto legalizzato la pratica, consentendo ad ogni utente di scegliersi il nome che più gli aggrada, a prescindere da anagrafe e carte di identità.

A far scoppiare la miccia era stato il caso di una trans americana, tale Michelle Williams, che aveva deciso di ribattezzarsi Sister Roma sul social network per rendersi riconoscibile mediante il suo nome d’arte, salvo poi incappare nella scure della sicurezza interna al sito e vedersi cancellare l’account in base al fatto che il suo nickname non corrispondeva logicamente a nessuna realtà anagrafica conosciuta ed identificava per tanto un personaggio fittizio.

Tolta l’ormai obsoleta patina di politically correct e la volontà di rendere il sito gay-friendly e vicino alle istanze delle minoranze, in realtà i responsabili di Facebook hanno finalmente compreso che l’uso dei nickname rappresenta un’attrattiva e non un deterrente per l’iscrizione al sito, data la crescente rincorsa all’anonimato e dato che, tanto, la maggior parte degli utenti riusciva ad aggirare comunque quella serie di infinite regole che avrebbero rapidamente reso il sito alla stregua di un’isola deserta, se solo qualcuno le avesse mai rispettate.

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