
Al momento di effettuare l’iscrizione a Instagram a Disqus o a numerose altre piattaforme online basate su dialogo e condivisione di contenuti, all’utente viene generalmente chiesto di inserire le proprie specifiche credenziali anagrafiche, di procedere con l’inserimento del proprio indirizzo e-mail, oppure di effettuare un semplice log-in mediante il ricorso al profilo Facebook già esistente e di validare così un sistema di accessi generalizzato in cui il social network di Marc Zuckerberg mira a diventare sempre più il passepartout universale dell’universo mediatico.
Se fino ad oggi Facebook consente senza difficoltà l’accesso a siti “amici” o ad una delle numerose piattaforme convenzionate, entro breve, il social networks più popolare la mondo potrebbe anche permettere il recupero di quelle medesime passwords e credenziali d’accesso che si trovano spesso sommerse nei meandri della memoria e il cui ripristino comporta spesso noiosi rimpalli tra la propria casella e-mail password temporanee e il sito sul quale si intendeva ripristinare l’account perduto.

Stando a quanto sostiene il Wall Street Journal, Facebook starebbe infatti trattando con una miriade di siti sparsi per il globo terrestre, al fine di dare vita ad un sistema universale di identità finalizzato appunto all’associazione univoca tra la proprietà dell’account sul social networks e una sorta di autocertificazione condotta proprio a partire dall’accesso effettuato via Fb.
All’atto pratico, l’eventuale rivoluzione comporterà dunque l’addio a tutti quei sistemi di recupero delle passwords ormai dati per assodati da anni di esperienza, semplificando estremamente la vita degli utenti, ma ponendo al contempo nuovi interrogativi per la sicurezza online, dato che al furto di un profilo su Facebook potrebbe agevolmente venire a corrispondere l’acquisizione di un accesso illimitato a tutti gli account mia aperti dalla vittima e la conseguente possibilità di fare razzia di dati privati e magari anche di coordinate bancarie.
Mentre i responsabili di Facebook fanno sapere di voler estendere la possibilità persino in direzione delle app, pare che la rivoluzione sia già più concreta che supposta e che il già ingombrante ruolo giocato da Facebook al momento dell’apertura di un account sia destinato a superare gli angusti confini di Instagram, Disqus o servizi analoghi.
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