
A dieci anni esatti dalla geniale rivoluzione chiamata iPhone, pare che l’orizzonte delle sfide possibili in termini di telefonia mobile si sia spostato in direzione di quegli schermi curvi ad Oled che rappresentano ormai la summa di tutte le velleità, non tanto recondite, di un intero settore che ha ormai esplorato ogni remoto angolo possibile e immaginabile e che rincorre ora la genesi di schermi ultradefiniti e ultraflessibili per dare benzina ad un comparto in cui il sacro fuoco della passione pare essersi, se non proprio spento, quantomeno un po’ smorzato a seguito del numero di innovazioni introdotte nel corso degli ultimi anni.
Dopo l’abbozzo di “telefono del futuro” presentato da Xiaomi sul finire del 2016, la vera sfida è ora tra Samsung e Apple, entrambe alle prese con il numero 8 dei loro rispettivi top di gamma, con difficoltà di progettazione e con rumors sempre più marcati che prevedono tanto iPhone 8 quanto Galaxy S8 pronti a conquistare i mercati in virtù di livree inedite “a tutto-schermo”, con possibilità di orientare parzialmente i display in base alle esigenze e di dare dunque il “la” a quell’ulteriore rivoluzione che fino ad ora è rimasta espressa solo in forma potenziale e ha limitato l’impiego degli Oled a qualche schermo per tv, non esattamente in linea con le aspettative di chi sognava di poter modellare i monitor a proprio piacere come se fossero fogli di carta.

In casa Samsung, in particolare, le ultime indiscrezioni filtrate parlano di uno schermo munito di definizione in 4K, dotato di estensione pari a 5,2 o 5,7 pollici a seconda del modello prescelto (“normale” o edge) e di un’embrionale tecnologia finalizzata a garantire la piena compenetrazione tra scocca e display, secondo quei dettami ispirati dalla filosofia degli Oled che mirano a disintegrare il confine tra le componenti hardware e la porzione fruibile dello schermo.
Qualunque siano i reali esiti della lunga fase di progettazione operata da Samsung, il risultato finale costituirà probabilmente il primo passettino in direzione di una rivoluzione completa che necessiterà di anni prima che possa dirsi compiuta, esattamente come accade in quel lontano 9 gennaio 2007 in cui Steve Jobs presentò al mondo un telefono che oggi appare quasi preistorico, ma che all’epoca portava già in dote i germi di un cambiamento lungimirante e impossibile da arrestare.
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