
Per quanto il marchio Apple tenda ormai a garantire in modo quasi automatico il successo di ogni operazione commerciale partorita dalle parti di Cupertino, quando il marchio della Mela si affacciò, nel corso del 2015, al ridente mondo dello streaming musicale lo scetticismo iniziale fu così marcato che Tim Cook e soci dovettero preparare il terreno al lancio di Apple Music andando a fare causa al rivale diretto Spotify, “reo” di dispensare musica gratis e di ledere così il diritto alla libera concorrenza.
Benché la causa si sia ovviamente rivelata alla stregua di una bolla di sapone, il clamore suscitato da Apple si è comunque rivelato funzionale a fare in modo che stampa ed opinione pubblica venissero morbosamente attratti dalle specifiche del nuovo prodotto di Cupertino, oggi divenuto un autentico colosso di settore anche grazie a quella bizzarra campagna promozionale.

A distanza di un anno dal suo approdo sui mercati, Apple Music può infatti già vantare cifre da record che riferiscono di oltre 20 milioni di abbonati e di un trend in perenne ascesa che si accompagna ad una mini-crisi in atto dalle parti di Spotify, recentemente messa a dura prova da un allarme globale legato alla privacy, molto più di quanto non lo fosse dalle azioni giudiziarie del rivale.
Anche grazie ad iniziative e promozioni rivolte agli studenti, Apple Music può dunque presentarsi davanti al grande pubblico forte di un distacco sempre più ridotto da Spotify (“ferma” a quota 40 milioni) e di un nuovo bacino di pubblico pescato ben oltre i confini dell’utenza tradizionale, dato che il 60% dei clienti acquisti da Apple Music nel corso dell’ultimo anno non aveva mai fatto acquisti su iTunes e non è dunque frutto di una semplice riconversione interna.
Senza ancora sapere quali saranno gli effetti del gigantesco bug scoperto su Spotfy poco tempo fa, non vi è dubbio che Apple sia riuscita per l’ennesima volta a centrare l’obiettivo, impiegando qualche stratagemma non proprio ortodosso per sondare un terreno che inizialmente parlava l’unica lingua dello scetticismo globale.
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