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Emilia Romagna, niente asilo per i bambini non vaccinati

23 novembre 2016
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Emilia Romagna, niente asilo per i bambini non vaccinati

A meno che non si decida di vivere su un’isola deserta o su un eremo di montagna, limitando ogni frequentazione umana ad una saltuaria incursione in un supermercato, risulta evidente che la maggior parte delle azioni che decidiamo di compiere (o di non compiere) comportano inevitabili conseguenze sul tessuto sociale che ci circonda e che, per tanto, rifuggire le vaccinazioni infantili non è e non potrà mai configurarsi alla stregua di una libertà personale tout court.

Il mancato ricorso alle misure profilattiche utili a scongiurare l’insorgenza di patologie batteriche e virali porta in dote infatti non solo un rischio per la sopravvivenza del bambino che non viene vaccinato, ma anche per tutti coloro che entrano in contatto con il piccolo, dato che, per quanto efficaci e sicure, le vaccinazioni non garantiscono mai una copertura totale all’organismo umano e che i microrganismi trovano spesso spesso terreno fertile in soggetti con problematiche legate ad immunodepressione o con sistemi immunitari carenti.

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Dato che i continui appelli al buon senso emanati da tutte le istituzioni sanitarie nazionali e dalle forze politiche in modo quasi assolutamente trasversale non sono riusciti ad arrestare il drammatico calo vaccinale in atto, l’Emilia Romagna ha deciso di passare rapidamente dalla teoria all’azione, emanando una legge che vieta l’ingresso negli asili nido a tutti i bambini non vaccinati e che costringe così, di fatto, i genitori a far vaccinare i loro bimbi, a meno che mamma e papà non decidano di tenere il piccolo a casa e di precludergli ogni tipo di frequentazione sociale in età pre-scolare.

La disposizione è giunta in concomitanza con la diffusione di recenti stime che hanno attestato come il livello di copertura vaccinale presente nella Regione sia sceso sotto la soglia del 95% per numerose patologie, andando ad aumentare a dismisura i fattori di rischio e riportando in auge la possibilità che malattie scomparse, come la rediviva difterite, tornino a funestare la Penisola.

Approvata con una maggioranza piuttosto ampia la norma entrerà in vigore a partire dal prossimo anno scolastico e si porrà come un deterrente assoluto per chiunque abbia deciso di dare ascolto alle scempiaggini che quotidianamente funestano il Web e che non si trovi al contempo disposto ad accettare l’idea che la propria libertà finisce dove inizia il diritto alla salute per gli altri bambini.

 

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