
Tra le numerose cose che è meglio non fare su Facebook, onde evitare di incappare in solenni mal di pancia e arrabbiature irreversibili, un posto di rilievo viene ricoperto da quell’opzione denominata “visualizza traduzioneâ€, ridicola funzione che traduce post scritti in idiomi incomprensibili in altrettanti post ancor meno comprensibili e spacciati in malo modo per l’imitazione della lingua naturale di riferimento.
Dal momento che pare che il futuro sia rappresentato dalla riconversione di traduzioni improvvisate in traduzioni vere e proprie, con tanto di riferimenti grammaticali e sintattici corretti (vedi Skype Translator), pare che anche Facebook abbia deciso di abbandonare le conversioni linguistiche operato mediante Bing per trasformarsi in un’autentica Babele, andando ad ampliare lo spettro di funzioni destinate al multilinguismo presenti sul sito.
Stando a quanto si apprende da alcuni blog americani, il social network di Zuckerberg starebbe per lanciare il suo personalissimo traduttore, in grado di mettere al riparo dagli infiniti errori presenti nella versione attuale e diconsentire una dimensione attiva delle traduzioni, incentrata cioè non sulla semplice lettura di post altrui, masull’effettiva creazione di messaggi e contenuti rivolti ad un’utenza internazionale.
L’idea giunge sula scia legata alla necessità di rendere i post di un determinato utente fruibili nelle principali lingue presenti al mondo, di modo da aumentare la portata sociale dei profili “vip†andando così a generare maggior traffico di ricerca e maggiori introiti nelle casse di una piattaforma che vive e guadagna molto di più sull’interscambio di informazioni che non sui specifici interventi pubblicitari.
Di pari passo con la volontà di aprire il social network alla sua vocazione globale, salutando così per sempre il ristretto campo delle “amicizie†reali, Facebook ha dunque deciso di votarsi verso un multilinguismo in grado di mantenere il sito al passo con le innovazioni proposte da Mircrosoft e di aggiungere un’ulteriore attrattiva per tutti coloro che ancora oppongono resistenza di fronte al modulo di iscrizione online.
Entro breve sarà dunque possibile generare post e contenuti rivolti ad una platea dal respiro internazionale e comunicare nelle più diffuse linge presenti al mondo, cercando magari di evitare gaffe e luoghi comuni in grado di offendere utenti provenienti da altre nazioni, andando così ad allungare la lunga lista delle cose che è meglio non fare su Facebook.
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