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Facebook: nuove regole contro nudo, violenza e bullismo

17 marzo 2015
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Facebook: nuove regole contro nudo, violenza e bullismo

Dal giorno stesso in cui i primi esseri umani si resero perfettamente conto che tra le loro infinite potenzialità dvi era quella di arrecare danno ai propri simili, l’umanità ha cominciato ad interrogarsi, con esiti piuttosto deludenti, su cosa fosse effettivamente la libertà, su quali siano i suoi confini naturali e se assomigliasse di più ad una lunga corsa a bordo di una Harley-Davidson o piuttosto ad un insieme di piccoli giardini perfettamente ordinati.

Su Facebook, dove il concetto di libertà è stato definito e ridefinito così tante volte da essere svuotato dei suoi già scarsi contenuti, l’avvento di nuove regole porterà presto a spostare l’accento libertario in direzione della tutela della sensibilità degli utenti che compongono il social networks più celebre al mondo.

A seguito di un numero di lamentele quasi infinito e di fughe operate da utenti stufi di venire turbati, derisi e umiliati, i responsabili di Facebook hanno infatti deciso di intraprendere una gigantesca crociata contro nudismo, violenza e nudità che (in semplice linea teorica) dovrebbero già essere assenti dal social network, ma che di fattocostituiscono spesso un ulteriore movente per l’iscrizione.

Le nuove regole si propongono di fare chiarezza riguardo ai contenuti che sarà effettivamente possibile pubblicare sulla propria bacheca e sono state concepite tenendo conto delle peculiarità legislative di ogni singola nazione, di modo che se un determinato paese vieta, ad esempio, un particolare tipo di propaganda o apologia, il social network andrà ad impedire la pubblicazione di materiale in contrasto con il sistema normativo in vigore.

Sostanzialmente, le linee guida emanate da Zuckerberg e compagni prevedono un maggior controllo relativo alle immagini dai contenuti sessualmente espliciti o giudicati troppo violenti e un parallelo giro di vite relativo al versante della privacy e della tutela delle libertà fondamentali del cittadino che prevede, tra le altre cose, la rimozione dei profili che fingono di rappresentare un’altra persona, che si macchiano di azioni di spam o phishing oppure che si prodigano in minacce e intimidazioni certificabili nei confronti degli altri abitanti del social networks.

All’atto pratico, cambia gran poco rispetto all’ipotetica situazione in vigore, dal momento che l’unico modo per giungere alla rimozione di un profilo scomodo sarà rappresentato dalle consuete segnalazioni, con l’unica differenza costituita dall’avvento di una sorta di guida didascalica atta ad informare gli utenti su cosa è lecito fare e cosa no e nella presenza di controlli più accorti e meno lunghi prima di giungere alla cancellazione di un post o di un intero profilo.

Con l’augurio che Facebook riesca a vincere la sua annosa battaglia contro nudità, violenza e bullismo, il piano messo in campo dall’azienda ci pare comunque velleitario e troppo ambiguo; definire con esattezza cosa possa essere considerato “violenza” o “molestie” risulta spesso complicato e frutto dell’analisi di ogni singolo caso; più o meno come tentare di definire la libertà in un’immagine o in un sistema di norme.

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  • Guy Fawkes

    Faccialibro? Luogo di esibizionisti e di condivisori seriali, nonchè copiaincollari di ogni genere di scemenze e perdigiorno di ogni risma. Paradiso per ogni genere di ficcanaso digitale, dalle grandi multinazionali al vostro datore di lavoro che non si fa i axxi suoi, e naturalmente, per ogni genere di organo/ente governativo che vi ringrazia per esservi autoschedati così ordinatamente. Inutile girarci intorno, inutile discutere. Alla fine è così, fatevene una ragione.

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