
In caso vi fosse recentemente arrivato per posta qualche volantino promozionale di un supermercato vicino a casa vostra che vi invitava a beneficiare degli sconti previsti per l’imminente “Black Friday†e abbiate pensato ad uno scherzo di qualche grafico ubriaco o alla classica trovata pubblicitaria senza capo né, coda, ci avete azzeccato solo in parte.
La recente idea di iniziare a fine novembre il periodo di sconti che conduce al Natale anche in Italia, altro non è infatti che la volontà , del tutto trascurabile, di importare l’usanza americana di tradurre in veste commerciale quel lontano 29 Ottobre 1929 che diede origine al crollo della borsa di Wall Street e (in maniera indiretta) alla fine del Piano Reinhadrt che sosteneva finanziariamente la disastrata Repubblica di Weimar, all’ascesa del nazismo, alla Seconda guerra Mondiale e all’etichetta storica di Giovedì Nero.
I dati complessivi di vendita a seguito dell’ultimo Black Friday americano fanno registrare una netta flessione rispetto alle annate precedenti ed un arresto dei consumi che si pongono come un campanello d’allarme per le prospettive di crescita a Stelle e Strisce: seppur ben lontani dal disastro del 1929; le stime riportate dagli analisti parlano di un calo a doppia cifra del venduto totale e di un -11% complessivo che lascia presagire l’inizio di una nuova flessione dell’economia a Stelle e Strisce.
Nonostante la possibilità di sfruttare il clima festivo a ridosso del Giorno del Ringraziamento, quasi tutti i settori merceologici trainanti dell’economia americana hanno subito una dura flessione, specialmente la vendita di armi, tradizionale ossessione americana e tradizionale regalo ideale da confezionare sotto l’albero a parenti ed amici preoccupati per la propria incolumità personale.
Il volume di affari complessivo prodotto dal Black Friday si è fermato a quota 50,9 miliardi di dollari, contro i 57,4 fatti registrare durante il 2013 e gettato un’ombra di spavento sull’imminente Cyber Monday, altra idea tutta americana di applicare sconti generalizzati durante il primo lunedì di dicembre con particolare attenzione rivolta sul versante degli acquisti online e sulle offerte gestite dalle principali vetrine informatiche.
Logicamente, è ancora presto per poter trarre le somme di un bilancio stagionale che troverà nella prossimità con il Natale la propria molla propulsiva, ma il mattino che precede l’eventuale buon giorno appare tutt’altro che roseo e impone magari un ripensamento globale delle logiche che regolano le modalità di sconti proposte dalle principali catene di distribuzione (sia fisiche che online), prima che il venerdì in questione diventi davvero nero; nero come quel lontano giovedì e nero come la sciagurata idea di importare continuamente usanze commerciali estranee alle nostre tradizioni, per poi trovarsi a piangere sull’immancabile latte versato, questa volta bianchissimo.