
Una recente ricerca ha mostrato come il riuscire a terminare il proprio percorso di studi, fino a conseguire l’agognata laurea, comporti un aumento delle condizioni di benessere psico-fisico e un conseguente minor rischio di cadere vittima di patologie cardiovascolari o di tipo neurologico.
Prima di terminare l’Università bisogna tuttavia iniziarla e i ragazzi che affollano le anticamere degli atenei nostrani sanno benne quanto può essere complicato e oneroso riuscire ad effettuare l’iscrizione, comprensiva di tasse calcolate sulla base del reddito familiare, prima che le lezioni giungano al loro effettivo inizio.
In un Paese che ha recentemente deciso di attuare la propriariconversione in direzione di quel versante tecnologicoormai divenuto lo standard nel Nord Europa, pare che da quest’anno code e trafile burocratiche subiranno un drastico snellimento e che l’iscrizione alle facoltà dell’Università di Torino sarà possibile solo online, a partire dal proprio computer di casa o da un dispositivo dal quale risulti possibile inserire in maniera corretta le proprie credenziali.
Semplicemente collegandosi al sito dell’Ateneo sarà possibile eseguire una procedura guidata che prenderà il via con la scelta della facoltà di riferimento e si concluderà con la consegna dell’apposito badge che consente di accedere ai locali dell’istituto, la quale si terrà ovviamente presso la struttura. dopo che la procedura computerizzata avrà vagliato i parametri e portato a termine l’iscrizione.
La piccola rivoluzione digitale che prende il via da Torino non è che il primo embrionale tentativo di snellire i processi burocratici che regolano la vita del nostro Paese secondo una modalità “dal basso,†definita cioè dalla volontà dello stesso Ateno interessato e non da decreti emanati da strutture governative che, al momento, paiono ancora latinati in materia di innovazione e digitalizzazione.
Con l’auspicio che la svolta proposta dall’Università di Torino trovi presto epigoni in tutta Italiana, non resta che fare gli auguri più sentiti agli studenti che beneficeranno dell’innovazione, con la speranza che non sia che l’inizio di un lungo percorso destinato a concludersi nel più decoroso e salutare dei modi.
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