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Rapporto del WWF: e se la Terra si sciogliesse?

23 Settembre 2015
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Rapporto del WWF: e se la Terra si sciogliesse?

Percepito dall’opinione pubblica, per quasi un decennio, alla stregua di una sorta di tesi complottistica priva di fondamento alcuno, il fenomeno legato al Riscaldamento Globale si sta rapidamenteriverberando sull’intero ecosistema terrestre a causa di un aumento medio di temperatura pari a 0.9 gradi; misura impercettibile in Pianura Padana o in prossimità di Tropea, ma molto più elevata e cruciale laddove la presenza di ghiacciai consente il raffreddamento del Pianeta.

In base ad un recente rapporto elaborato dal WWF, ultimo in ordine di tempo di una sequenza quasi infinita, l’erosione dei ghiacciai a livello planetario ha ormai assunto i contorni di una catastrofe ambientale, facendo sentire la sua eco anche sui nostri rilievi alpini, dove gli esperti hanno potuto constatare un’erosione della superficie ghiacciata apri al 40% del totale in soli 50 anni.

Nel 1962, anno di inizio dei rilevamenti, la totalità dei ghiacciai dislocati sulle Alpi poteva infatti vantare una superficie complessiva pari a 519 km quadrati, a fronte degli attuali 368 km quadrati, evidenziando così unatendenza al ribasso che potrebbe portare alla completa scomparsa dei ghiacciai entro ulteriori 50 anni, con danni immensi al nostro Paese e al complesso equilibrio ambientale alpino.

Il report Ghiaccio Bollente elaborato dal WWF ha dunque quantificato e portato alla luce le attuali condizioni di salute di un Pianeta apparentemente destinato a sciogliersi, dove l’importanza del fenomeno, da noi localizzata al “solo” arco alpino, sta assumendo proporzioni ben maggiori nei pressi dell’Artide, dell’Antartide, dei monti Urali e dell’Alaska, dove il massiccio scioglimento delle calotte di ghiaccio sta e mettendo a repentaglio la sopravvivenza di intere specie animali.

Un possibile scioglimento ulteriore dei ghiacci, spiegano gli esperti del WWF, produrrebbe effetti imprevisti ad ogni latitudine, andando a limare i bacini idrici naturali (come già accaduto nei pressi dell’Himalaya), comportando l‘innalzamento medio dei livelli marini e oceanici e ridipingendo il volto intero di una Terra felicemente sopravvissuta fino ad oggi proprio in virtù del sottile equilibrio tra porzioni di crosta emerse e immense distese acquifere.

In caso di mancata riconversione delle fonti combustibili e dell’auspicata riduzione delle emissioni di gas ad affetto-serra, il nostro Pianeta si avvia dunque mestamente verso sconvolgimenti epocali, in grado di riverberarsi sulle più disparate forme di vita ad ogni latitudine e di dipengere uno scenario degno di una tesi complottisitca, ma immensamente reale.

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