
Annunciata e decantata come la rivoluzione di tutte le rivoluzioni, la svolta che condurrà il mondo in direzione di una piena connettività 5G porterà in dote non soltanto la semplice possibilità di dire addio a linee telefoniche fisse e tariffe obsolete (spesso al limite dell’usura), ma anche la possibilità di stabilizzare e velocizzare il segnale fino al punto di rendere attuabili tutte quelle idee legate all’automatizzazione dei trasporti e della domotica, fino ad oggi rimaste oggetto di teorie astratte e fiere di settore.
Affinché si compia la suddetta rivoluzione, occorre inanzitutto che i paesi volenterosi di cimentarsi con la connessione in 5G si muniscano della apposite infrastrutture necessarie alla trasmissione dati (un po’ come accaduto per la mancata rivoluzione legata alla fibra ottica) e che gli operatori telefonici di riferimento si impadroniscano della nascente tecnologia e la rendano effettivamente fruibile al grande pubblico.

In previsione di quel lontano 2020 stimato come data dell’avvento del 5G, l’Italia si è per una volta mossa in tempo, annunciando settimana scorsa la creazione dei primi bandi rivolti alle apposite infrastrutture e completando il tutto con il primo progetto ufficiale messo in campo da Tim per dare vita alla prima embrionale rete di trasmissione dati.
In occasione del “5G Day”, tenutosi presso il centro di sviluppo Open Lab di Tim, i responsabili di Telecom Italia Mobile hanno infatti potuto annunciare il successo dei primi passi compiuti in direzione della nascente tecnologia e la nascita di un ampio progetto che prevede la città di Torino al centro di una sperimentazione più ampia volta a fungere da anteprima nazionale.
A fianco dell’annuncio relativo ad una velocità di connessione che consente di scaricare contenuti fino a 700 Mbps al secondo, Tim ha infatti annunciato una nuova collaborazione tecnica con Ericsson finalizzata allo sviluppo di apposite app rivolte al 35G e alla sottoposizione graduale dei suddetti contenuti alla fruizione e al giudizio dei cittadini torinesi, primi beneficiari del progetto e “giudici” della bontà dei suoi sviluppi.
Sebbene resti ancora lontana dal trovare effettivo compimento, la rivoluzione delle rivoluzioni pare dunque farsi più prossima giorno dopo giorno, senza ancora chiarire del tutto i suoi lati oscuri e gli effettivi benefici per i fruitori della nascente connettività, per il momento ancora alle prese con promesse e linee telefoniche fisse ancora difficili da superare.
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