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Trump nomina Musk e Kalanick consiglieri

16 dicembre 2016
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Trump nomina Musk e Kalanick consiglieri

Secondo una legge di natura ormai verificata da secoli di storia, maggiori si trovano ad essere le promesse e le “sparate” messe in campo durante una campagna elettorale, minori sono le probabilità che le suddette promesse e sparate trovino un seguito all’indomani dell’apertura delle urne e in tutto questo, a Trump va sicuramente il “merito” di aver messo in campo ipotesi tanto improbabili quanto facili da abbandonare il giorno dopo la vittoria delle elezioni.

Accade così che, oltre alla rinuncia alla presunta incarcerazione della rivale Hillary Clinton, ad un atteggiamento saggiamente più possibilista nei confronti dell’ambiente e del cambiamento climatico, ad un temporeggiamento sul fantomatico muro al confine del Messico, il neoeletto Donald Trump si trovi a siglare uno storico armistizio con quei colossi hi-tech della Silicon Valley con i quali aveva mantenuto rapporti tutt’altro che cordiali nel corso della lunga kermesse elettorale, arrivando fino al punto di ipotizzare la sospensione della connessione internet in determinate aree del pianeta considerate a rischio terroristico elevate.

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Con evidente senso di sorpresa globale, Donald Trump ha infatti nominato Elon Musk, Ceo di Tesla e Space X, e Travis Kalanick, Ceo di Uber,  suoi consiglieri, lasciando presumere che il ruolo della Silicon Valley nella nascente amministrazione sarà molto più marcato di quanto postulato fino a pochi mesi fa e che la solida alleanza tra le istituzioni governative a Stelle e Strisce e i colossi hi-tech verrà rinvigorita da uno storico patto e dal biunivoco intento di collaborare al fine di garantire prosperità e sicurezza ad entrambe le parti coinvolte.

Se si considera che ai due neo-incaricati verrà conferito l’onore (e l’onere) di consigliare la Presidenza in merito a questioni di vitale importanza per il bilancio e l’economia americana, pare davvero che i recentissimi tempi in cui la Silicon Valley in toto attaccava Trump, portando lo stesso Musk a dubitare delle sue qualità politiche, siano ormai alle spalle, almeno quanto quella bizzarra campagna elettorale condita da promesse e sparate talmente assurde da poter venire abbandonate dopo pochi giorni senza che nessuno le rimpiangesse davvero.

 

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