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Twitter: dal 19 settembre, addio ai 140 caratteri

14 settembre 2016
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Twitter: dal 19 settembre, addio ai 140 caratteri

Sempre più moribondo e sempre più segnato da continui cambi al vertice di natura societaria, Twitter sta da tempo vagliando l’eventualità di andare ad ampliare, allargare o addirittura abolire quello storico limite ai post, fissato in 140 caratteri, che, da un lato rappresenta il marchio di fabbrica dell’azienda e dall’altro si è configurato come una sorta di impedimento al completo decollo della piattaforma, stretta da una concorrenza che ha saputo sfruttare ad arte l’assenza di limitazioni per inondare il web di parole, immagini, video e quant’altro.

La fatidica ricerca della soluzione alternativa per far fronte alla crisi di utenze pare profilarsi all’orizzonte attraverso la genesi di una sorta di “compromesso storico” tra le istanze di chi premeva per mantenere lo status quo e chi, al contrario, voleva lasciare libero sfogo agli utenti, mediante una modifica in arrivo il 19 settembre prossimo.

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A partire da lunedì infatti il fatidico limite testuale dei 140 caratteri rimarrà inalterato, ma dal conteggio complessivo si troveranno ad essere esclusi tutti gli elementi non riconducibili alla parola scritta in quanto tale e sarà per tanto possibile aggiungere foto, gif, menzioni a piacimento senza che il contatore si arresti e il tweet assuma la proverbiale colorazione rossa che impone tagli e revisioni al post.

In sostanza, dopo aver completato la compilazione del post, badando sempre la limite di 140 caratteri, l’utente potrà liberamente abbellire il suo tweet con tutto ciò che ritiene più opportuno senza che gli elementi aggiuntivi alla componente testuale vadano ad influire sulla natura stessa del post e a rendere necessarie le odiate revisioni al tweet appena partorito.

La piccola rivoluzione nasce sulla scia di una recente indagine di mercato che ha mostrato come la presenza di foto e gif all’interno di un tweet ne amplifichi la portata virale con intensità pari a tre vole quella posseduta da un solo contenuto testuale e mira dunque a risollevare le sorti di Twitter andando, in parte, a riprendere schemi d’azioni ampiamente testati con successo dalla concorrenza.

 

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