
Il terzo re d’Israele Salomone è diventato celebre nel corso dei millenni per la sua capacità di dirimere controversie in modo astuto e di porsi al di là degli interesse dei contendenti, mediante un intervento finalizzato ad accontentare entrambe le parti in causa e a fare emergere torti e ragioni dal buio delle opinioni.
Benché reputata spesso poco salomonica, l‘Unione Europea è sorta per svolgere sostanzialmente compiti analoghi, andando a porre fine a controversie che vedono i singoli stati incapaci di giungere ad un accordo duraturo, come nel caso dell’annosa diatriba che vede le singole nazioni comunitarie (Germania, Spagna e Italia soprattutto) totalmente impossibilitate a giungere ad unanormativa in grado di accontentare tanto gli ideatori dell’app californiana Uber, quanto tutti quei conducenti di autovetture che dal servizio si sentono danneggiati.
Secondo l’autorevole fonte rappresentata dal Financial Times, Bruxelles starebbe infatti pensando di intervenire a piedi uniti nella questione, attraverso unaliberalizzazione comunitaria in grado di porre fine alla diatriba e di legittimare l’introduzione di Uber all’interno delle città degli stati membri, a prescindere dal singolo orientamento legislativo in vigore.
Facendo un rapido passo indietro, l’ideazione di un’applicazione per smartphone che consente di richiamare vetture private con finalità di trasporto individuale ha rapidamente suscitato un’ondata di entusiasmo in tutti coloro che si sono rapidamente trovati a fruire di un servizio economico ed agevole, ma un po’ meno nella categoria dei tassisti, che in quelle quattro lettere ha rapidamente visto la fine della propria utilità e dell’esclusività delle proprie licenze.
In caso quanto sostenuto dal Financial Times si trovasse a corrispondere alle effettive intenzioni dell’Unione Europea, la liberalizzazione operata da Bruxelles sdoganerebbe in modo definitivo l’utilizzo di Uber e lascerebbe agli stati membri il compito di trovare una normativa adatta ad ogni specifica soluzione, in grado di tutelare tanto un servizio ormai pienamente riconosciuto come legale e legittimo, quanto la categoria dei tassisti, magari attraverso l’introduzione di aree di competenza, di apposite licenze o di restrizioni geografiche per i conducenti facenti capo al servizio americano.
A meno che le nazioni della UE non trovino rapidamente un accordo, magari in grado di risparmiare Expo dalle proteste annunciate dai tassisti, pare dunque che re Salomone prenderà il bambino controverso per i piedi, minacciando la sua suddivisione in due parti e confidando nell’intervento delle madri rimaste in silenzio per troppo tempo.
[adrotate banner=”3″]