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WhatsApp e Telegram a rischio con una semplice foto?

16 marzo 2017
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WhatsApp e Telegram a rischio con una semplice foto?

In base ad una strana alchimia di mercato (poi non tanto strana), tutte le app concepite per il versante mobile si trovano decisamente in difficoltà quando decidono di approdare su desktop e viceversa, secondo uno schema che prevede WhatsApp e Telegram dominare incontrastate il versante mobile della comunicazione e Skype resistere agli acciacchi del tempo in ambito fisso.

Nel tentativo di venire meno ad un teorema ormai dato per assodato da anni di esperienza, le suddette app, WhatsApp e Telegram, hanno recentemente tentato il grande salto, andando a strutturarsi in applicazioni web ricalcate sulla variante mobile, con l’intento di sottrarre ulteriori fette di mercato all’odiata Microsoft.

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Oltre che deludente da un punto di vista commerciale, l’operazione pare aver portato in dote nuovi problemi legati alla vulnerabilità e alla protezione dei dati sensibili dato che, secondo quanto afferma la società di sicurezza online Check Point Service, tanto WhatsApp quanto Telegram in versione web sarebbero state ideate senza tutte le protezioni del caso e si troverebbero dunque ad essere estremamente violabili.

In base ad un’analisi condotta sui firmwares delle due specifiche app è emerso infatti che è sufficiente inviare ad un utente generico un file corrotto (celato sotto le sembianze di una foto) e attendere che il malcapitato apra il contenuto per permeare ogni difesa ed impadronirsi di tutto quanto è stato scambiato attraverso le due app.

In sostanza, le versioni web di WhatsApp e Telegram possiederebbero una falla talmente evidente da consentire la piena violabilità mediante il ricorso ad una semplice foto e la suddetta vulnerabilità andrebbe a coinvolgere anche i contenuti scambiati attraverso le due app in versione mobile, generando così un allarme relativo alla sicurezza senza precedenti.

Mentre i responsabili delle due web app asseriscono di aver già sistemato la problematica, non appena la notizia è trapelata, permangono i dubbi sull’opportunità di voler trasferire una formula vincente da mobile a fisso e di andare così ad addentrarsi in un terreno minato, all’interno del quale si rischia di vanificare l’ottimo lavoro nello specifico campo di riferimento.

 

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