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Google modifica l’algoritmo a favore dei siti mobile friendly

17 ottobre 2016
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Google modifica l’algoritmo a favore dei siti mobile friendly

Chiunque si trovi a possedere un dominio internet di qualunque natura si sarà reso conto come, da qualche anno a questa parte, buona parte del traffico generato a partire da Google provenga da smartphone e tablet e come il sistema di analisi dei dati Analytics consenta di suddividere con precisione certosina le due diverse sorgenti, con il fine di comprendere su quale target di pubblico puntare e come cercare di migliorare il comparto mobile del proprio sito, onde impedire che gli utenti fuggano a gambe levate di fronte ad una visualizzazione di contenuti a tutto schermo oppure sgranata.

Se la prudenza aveva imposto ai gestori di siti di ricorrere a sistemi di tipo responsive, a varianti mobile dei propri domini e ad artifici (come le Amp) volti ad aumentare la rapidità di caricamento delle pagine, da oggi la distinzione tra il alto desktop e quello mobile del cielo di Google potrebbe farsi ancora più marcata, data la ferrea volontà da parte dell’azienda di Mountain View di scindere sempre più i settori e di favorire nei risultati di ricerca tutto quanto appare rigorosamente mobile-friendly.

googlemobilerivoluzione_emergeilfuturo

Stando alle parole di Gary Illyes, analista di Google, l’azienda di Mountain View starebbe infatti per dare vita ad un indice separato per i risultati di ricerca, dedicato al versante mobile e destinato a divenire fonte primaria nelle gerarchie della Serp, andando dunque a privilegiare le visualizzazione provenienti da smartphone e tablet rispetto a quelle di tipo classico.

In parole povere, oltre al classico indice di ricerca, in base al quale i risultati vengono ordinati per chiavi, Google andrebbe ad introdurre un altro indice dedicato ad una nuova lista ricavata in base alle visualizzazioni di un determinato sito o articolo provenienti da mobile e andrebbe a considerare la nuova sorgente come primaria all’interno delle strategie della casa, penalizzando così ulteriormente tutti quei domini che non sono corsi ai ripari per migliorare la loro visualizzazione e le tempistiche di caricamento sui dispositivi mobili.

In caso qualcuno non avesse ancora aperto Anlytics da anni e osservato il compimento della rivoluzione annunciata, il tempo per salvare il salvabile è finalmente giunto, prima che una visualizzazione sgranata su mobile possa inficiare anni di lavoro, sacrifici e di contenuti di ottima qualità, ormai obsoleti in universo sempre più a portata di mano.

 

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