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Polemiche sul film “Qua la zampa” per maltrattamenti ad un cane

20 gennaio 2017
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Polemiche sul film “Qua la zampa” per maltrattamenti ad un cane

Divenuta emblema scherzoso dei processi produttivi cinematografici e televisivi, la celebre dicitura “per realizzare questo film nono sono stati maltrattati animali” nasce in realtà nel corso di un’epoca storica in cui lo spettatore medio si trovava ad essere un po’ più ingenuo di oggi ed era spesso portato a credere che le scene di violenza o sevizie simulate inflitte a cani, gatti e consimili nel corso della storia, trovassero un corrispettivo reale sui poveri animali-attori e che dunque la pellicola fosse una sorta di Snuff movie a quattro zampe.

In un mondo in cui persino cani, gatti, topi ed elefanti vengono ormai sottoposti a corsi di recitazione ad hoc e in cui spesso l’elemento animale supera quello umano in termini di bravura scenica, può tuttavia accadere che un film per famiglie incentrato sull’universo canino venga realizzato attraverso autentici maltrattamenti e che il povero pastore tedesco protagonista della pellicola si trovi a subire angherie di ogni sorta per migliorare la sua presenza scenica e il livello di credibilità delle scene girate.

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L’associazione animalista PETA ha infatti chiesto agli spettatori di tutto il mondo di boicottare il film Qual la zampa, a seguito della diffusione online di alcuni filmati che mostrerebbero come la produzione della pellicola abbia costretto un pastore tedesco, di nome Hercules, ad entrare in acqua contro la sua volontà, con tanto di strattoni e spinte che poco collimano con lo spirito del film, incentrato, manco a dirlo, sulle simpatiche vicende di un cane alle prese con un viaggio incantato alla ricerca del senso della vita.

Accolto piuttosto bonariamente dalla critica di tutto il mondo, Qua la Zampa si pone infatti come seguito ideale di Hachiko e vede il regista Lasse Hallstrom di nuovo alle prese con quell’universo canino che aveva sapientemente (e talvolta stucchevolmente) narrato nel corso della pellicola con Richard Gere.

Nonostante la produzione del film neghi ogni forma di abuso e violenza ai danni di Herucles, pare dunque che la fatidica e ormai ironica dicitura “per realizzare questo film nono sono stati maltrattati animali” torni a rendersi indispensabile anche in un’epoca storica in cui lo spettatore medio è ormai in grado di distinguere finzione e realtà.

 

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