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Razzie Awards: “trionfo” per Cinquanta sfumature di grigio

29 Febbraio 2016
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Razzie Awards: “trionfo” per Cinquanta sfumature di grigio

Parallelamente al ridente mondo del red carpet e della Notte degli Oscar, esiste un mondo fatto di pessime recitazioni, fenomeni da botteghino che rasentano il baraccone e sprechi di pellicola virtuale che viene ogni anno insignito dei temutissimi “Razzie Awards”, riconoscimenti ufficiosi volti a rendere la misura di quanto il cinema possa essere brutto, una volta spogliato dei suoi lustrini.

Se la giuria degli Oscar ogni tanto prende anche qualche solenne cantonata, abbagliata da mode e tendenze, difficilmente i Razzie Awards si sbagliano (anche se “Cocktail”, con Tom Cruise, non era poi così inguardabile) ed ecco dunque che tra il peggio del peggio del 2015 non poteva mancare Cinquanta sfumature di grigio, noiosissima trasposizione del noiosissimo romanzo d’appendice omonimo, assurto alle cronache planetarie per via di vicende sado-maso piuttosto improbabili.

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Vincitore nella categoria “peggior film” a pari merito con “I Fantanstici 4”, lo scempio cinematografico diretto da Sam Taylor-Johnson è riuscito ad aggiudicarsi il premio a forma di lampone anche nelle categorie “peggior attore protagonista” e “peggior attrice protagonista” grazie alla coppia d’eccezione formata da Jamie Dorman e Dakota Johnson, difficilmente destinata ad entrare nella storia del cinema con la stessa intensità emotiva di Cary Grant e Grace Kelly.

Una menzione speciale anche per il povero Sylvester Stallone che con i suoi infiniti tentativi di apparire ancora credibile nelle vesti di pugile-allenatore è quasi riuscito nell’intento di conquistare il Razzie come “peggior attore non protagonista” attestandosi alla soglia della nomination, esattamente come accaduto sul versante Oscar.

Ricordando ai delusi di Hollywood e agli estimatori degli attori premiati, che i Razzie Awards non costituiscono una condanna definitiva e che la storia del cinema è piena di interpreti derisi e bastonati prima della consacrazione, non resta che attendere la prossima edizione per scoprire cosa riuscirà ad inventarsi l’industria hollywoodiana in questo 2016 per surclassare 50 sfumature di grigio, ormai assurto ad icona del brutto e a quanto più di distante esista da quei lustrini e da quelle statuette dorate che animano la Notte degli Oscar.

 

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