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Salute e Benessere
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Anoressia e bulimia si manifestano già a 8 anni

5 Giugno 2015
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Anoressia e bulimia si manifestano già a 8 anni

Il millenario corso che regola le sorti dell’umanità si basa su un tacito patto in base al quale, nel momento stesso in cui si decide di mettere al mondo dei figli, i neogenitori si trovano disposti ad anteporre le necessità dei bambini alle proprie, con l’intento di preservare la prole da malattie, ingiustizie, ipocrisie e da tutti gli altri mali che regolano il corso della vita durante l’età adulta.

A giudicare dalle recenti stime diffuse dal Ministero della Salute, pare tuttavia che qualcosa sia andato storto e che il sacro compito genitoriale si sia un po’ smarrito nei meandri di una vita sempre più trafficata, dal momento che numerosi casi di disturbi psichici legati ad anoressia e bulimia fanno la loro precoce comparsa già dall’età di otto anni, esponendo così i bambini a rischi incommensurabili per la loro salute.

Se il fenomeno legato ai disturbi alimentari tra gli adulti risulta ormai essere una triste e conclamata realtà, sulla quale i riflettori sono stati accesi troppo tardi, il costante abbassamento dell’età di insorgenza dei primi sintomi porta con sé un carico di ansie e inquietudiniinimmaginabili fino a pochi anni fa e impone una riflessione generale sul nostro modo di consentire ai figli l’accesso al cibo e ai mezzi di comunicazione.

La ricerca ministeriale, condotta su un campione pari a 1380 adolescenti e preadolescenti, ha infatti mostrato unacrescente ossessione del pubblico più giovane per modelli estetici inarrivabili (spesso mutuati dalla televisione o da internet)  e per modalità di ingestione del cibo sempre più difficoltose e spesso legate ad autentici sintomi riconducibili a disturbi emotivi conclamati.

A fronte di stime quantomeno allarmanti, i medici nostrani attualmente riunti in occasione del 71esimo Congresso della società italiana di pediatria, hanno invitato i genitori a monitorare sulla comparsa di piccoli segnali che possono denotare la presenza di difficoltà legate all’autoaccettazione infantile e successivamente cronicizzarsi fino a sfociare in anoressia e bulimia.

Secondo gli esperti, la troppa lentezza impiegata dal bambino nel corso del pasto, l’eccessivosminuzzamento dell’alimento presente nel piatto e la volontà di escludere dalla propria dieta alcuni alimenti considerati come graditi fino a poco prima, potrebbero infatti rivelare una profonda insoddisfazione interiore e spingere ad analisi più approfondite mediante il ricorso ad uno dei numerosi centri preposti presenti lungo l’arco della Penisola.

Unendoci al coro dei pediatri italiani, invitiamo calorosamente a prestare attenzione a piccoli gesti quotidiani e a porre la dovuta cura nella relazione con i propri figli, senza cercare di opprimerli o di ossessionarli, ma provando a rinsaldare con dolcezza quell’antico patto che regola l’intero corso della vita sulla terra, migliaia di anni prima che anoressia e bulimia facessero la loro comparsa.

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