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Salute e Benessere
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Bebe Vio: i vaccini sono la salvezza di fronte alla malattia

31 Ottobre 2016
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Bebe Vio: i vaccini sono la salvezza di fronte alla malattia

La sovraesposizione mediatica di presunti bambini danneggiati dai vaccini ha generato una sorta di onda emotiva in cui il fruitore dell’immagine o del filmato immessi su internet si trova a percepire il contenuto come reale e a non domandarsi nemmeno se le sedicenti “prove”, presentate a sostengo dell’assurda tesi, godano di una qualunque forma di autenticità o siano invece il prodotto di una campagna denigratoria condotta per subdoli scopi e con mezzi ancor più subdoli.

Dato che cercare di contrastare la dilagante piaga antivaccinista in atto nel nostro Paese (e non solo), attraverso il ricorso a quella razionalità che parla la lingua dei numeri e delle evidenze cliniche non ha purtroppo sortito l’effetto sperato, il fronte medico ha deciso di affidarsi a sua vola a quel fattore emotivo utile a ricondurre l’internauta confuso a più miti consigli.

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Dopo il recentissimo intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, protagonista di un accorato appello pro-vaccini, è la volta dell’amatissima campionessa paralimpica Bebe Vio scendere in campo a favore delle misure profilattiche e narrare al mondo una storia personale che avrebbe potuto essere completamente diversa in caso le fosse stato somministrato il vaccino contro il meningococco b anni addietro.

Reduce dalla serata di gala alla Casa Bianca, Bebe Vio ha infatti rilasciato un’intervista al giornale Il Tirreno in cui ha affermato senza mezze misure che i vaccini rappresentato l’unica ancora di salvezza di fronte a patologie batteriche e virali potenzialmente fatali e che le menomazioni riportate dalla ragazza a seguito della meningite sarebbero state tranquillamente evitabili in caso di ricorso preventivo al farmaco.

Ribadendo come il nesso tra vaccini e autismo non possieda alcun valore in ambito scientifico, la campionessa ha voluto inoltre raccontare la sua vicenda, costellata di atroci dolori sopraggiunti da un momento all’altro, quando aveva solo 11 anni, e della drammatica decisione che ha dovuto prendere nel momento in cui ha accettato di subire le amputazioni necessarie a salvarle al vita di fronte al progredire della patologia.

Dato che gli accorati appelli rivolti dalla classe medica nel corso degli ultimi anni non sono riusciti ad arrestare la peste anti-vaccinista, la speranza è quella che l’apertura di un fronte emotivo agisca sul cuore dei dubbiosi con la stessa efficacia di quelle false prove addotte con cadenza quotidiana dagli untori del Web.

 

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