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Salute e Benessere
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Cancro, con la biopsia liquida verso la diagnosi precoce

30 Novembre 2016
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Cancro, con la biopsia liquida verso la diagnosi precoce

Il netto abbassamento della mortalità relativa alle patologie oncologiche registrato su base globale, nel corso degli ultimi anni, trova la sua radice nell’implemento delle tecniche diagnostiche e nella scoperta che le differenti tipologie di cancro, per quanto localizzate in ben precise aree del corpo, riescono a lasciare una sorta di traccia nell’organismo riscontrabile, ad esempio, nel respiro del paziente o in determinati valori ematici.

Se la possibilità di giungere ad una diagnosi oncologica meditante un semplice test del fiato o un esame del sangue risulta dunque davvero a portata di mano, il futuro prossimo della lotta al cancro è rappresentato da quella particolare tecnica, definita come biopsia liquida, che si ripromette di unificare i più disparati sistemi diagnostici in auge e di condurre ad una diagnosi certa circa l’avvenuta contrazione tumorale a partire da una complessa analisi del Dna in grado di rivelare eventuali anomalie e mutazioni.

Andando ad effettuare un semplice prelievo del sangue su un soggetto a rischio, il sistema definito dall’acronimo Sced (Solid Cancer Early Detection) riesce cioè ad incrociare le informazioni presenti nei marcatori ematici e a metterle in relazione con oltre 2800 mutazioni genetiche note, stabilendo dunque se le strutture del Dna risultano potenzialmente alterate e dunque se un processo tumorale si trovi in corso nell’organismo.

Utile, allo stato attuale della ricerca, in qualità di discrimine iniziale per comprendere se l’organismo si trovi in pericolo, prima che ulteriori esami denotino l’esatta ubicazione del tumore, la biopsia liquida rappresenta il metodo di indagine più esaustivo per consentire una diagnosi precoce su potenziali pazienti a rischio e per tenere sotto controllo l’avanzamento della malattia nei pazienti oncologici, dato che il numero delle alterazioni genetiche riscontrate in sede d’esame riesce a rivelare anche i termini dell’esatta progressione del tumore che si intende curare.

Frutto di quella geniale intuizione medica che prevede il cancro come una malattia in grado di lasciare tracce del suo passaggio all’interno del nostro organismo e di “contaminare” i normali processi ematici, la Sced apre dunque le porte ad una diagnosi sempre più tempestiva e meno invasiva, con la speranza di abbattere ulteriormente quel coefficiente di mortalità oncologico messo a dura prova da tecniche di screening sempre più efficaci.

 

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