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Salute e Benessere
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Denuncia shock tramite i social: “ A Crotone si muore di tumore”

31 Agosto 2015
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Denuncia shock tramite i social: “ A Crotone si muore di tumore”

Tradizionalmente associato ai delitti e alle ritorsioni di stampo mafioso, il fenomeno relativo all’omertà è una pratica in realtà molto più ampia e diffusa che ci spinge spesso a scegliere la strada del proverbiale “buon tacere” di fronte ad ingiustizie e pericoli, per evitare che un nostro coinvolgimento individuale si trasformi in una svoraesposizione potenzialmente perniciosa.

Dal momento che l’omertà va e continuerà sempre andare per la maggiore, siamo spesso portati ad attribuire la qualifica di eroi ai soggetti in grado di bucare questo muro e di esporre la propria faccia e il proprio nome, con tanto di denuncia, nel tentativo dai portare un po’ di luce nelle tenebre dei segreti industriali, dei pericoli per la la nostra salute e in ogni sorta di magheggio protratto ai danni degli inconsapevoli cittadini.

Ad arricchire una lunga casistica di piccoli eroi ed aspiranti tali si è recentemente aggiunto il giovane Davide Mellace, ventenne di Crotone che ha denunciato attraverso i social networks l’esplosione tumorale che ha investito la sua città, invitando autorità sanitarie e giudiziarie a vigilare ed indagare sulle cause di un fenomeno che non può venire ascritto alla casualità o al mero ambito delle coincidenze di natura geografica.

Mediante una lettera aperta, indirizzata la Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e pubblicata sui suoi profili Facebook e Twitter, Davide Mellace ha infatti voluto portare all’attenzione del grande pubblico unallarmante fenomeno che ha visto, nel giro di poco tempo, l’aumento di incidenza di svariate forme tumorali (soprattutto al polmone, all’utero, al seno e al pancreas) nell’area urbana di Crotone, ormai divenuta il luogo in cui ammalarsi di cancro risulta più probabile, rispetto alla media italiana, di circa il20-30%.

A finire sul banco degli imputati sono le infinite scorie tossiche prodotte dalle industrie locali che, come spesso accade in assenza di normative chiare, finiscono per contaminare l’intero ecosistema di un’area urbana con ovvie ripercussioni sulla salute degli abitanti del luogo e sul loro diritto a vedere le probabilità di contrarre patologie potenzialmente letali limitate all’ambito della loro responsabilità privata e dei loro comportamenti individuali.

Colpito in prima persona dall’esplosione tumorale, Davide Mellace ha assistito in pochi anni alla contrazione di neoplasie da parte di suo padre, di sua madre di sua cugina e di numerosi amici,fino a giungere al punto di non ritorno, dettato dalla più che legittima disperazione, che ha portato un ragazzo di vent’anni a vestire per un giorno i panni dell’eroe e a bucare quel muro di omertà che prevede il tacito assenso verso pratiche dannose per la comunità e per i suoi singoli membri.

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