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Salute e Benessere
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Funghi: come riconoscerli per evitare brutte sorprese

31 Agosto 2015
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Funghi: come riconoscerli per evitare brutte sorprese

La letteratura medica legata ai fenomeni da avvelenamento da funghi è talmente colma di aneddoti relativi ad intossicazioni e decessi da rendere necessaria la massima cautela ogni volta che ci si avventura nel boschetto fuori casa in cerca di un condimento estemporaneo per le nostre scaloppine o per i nostri risotti.

Quello che le varie narrazioni, spesso favolistiche, non dicono, è che i rischi legati a potenziali intossicazioni risultano presenti anche in caso di si decida di acquistare funghi presso un qualunque esercizio commerciale e che la capacità di riconoscere un fungo velenoso dal su corrispettivo commestibile richiede anni di addestramento e selezione, onde evitare di cadere vittime di perniciosi fraintendimenti.

Ai margini di Expo 2015, alcuni dei massimi esperti italiani in materia hanno voluto offrire delucidazioni relative alla raccolta e al consumo dei funghi, nel corso di una breveconferenza intitolata “Funghi belli da vedere ma”, durante la quale il ministero della Salute ha deciso di fornire un rapido vademecum a tutti gli amanti delle specialità culinarie che abbondano sul nostro suolo.

Nel corso del dibattito è emerso che, prima di consumare una qualunque tipologia di fungo raccolta mediante il ricorso al classico fai-da-te è opportuno sottoporre l’elemento in questione al vaglio degli esperti, dal momento che le intossicazioni alimentari legate alle ingestioni di funghi si trovano ad essere molto più frequenti di quanto si pensa ce che i reparti di pronto soccorso disseminati per la nostra Penisola si trovano ad essere colmi di aspiranti raccoglitori ai quali è venuta a mancare la doverosa cautela proprio sul più bello.

In caso si decida di acquistare invece funghi raccolti e confezionati è buona norma assicurarsi che il prodotto disponga dell’apposita certificazione Asl 3, la quale sola può stabilire l’assoluta innocuità del fungo e mettere al riapro da imprevisti in grado di produrre devastanti ripercussioni su fegato e reni, anche a distanze di ore dall’ingestione dell’alimento.

Esiste inoltre, secondo l’opinione della dottoressa Francesca Davanzano, responsabile del centro antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano, un rapporto che lega la comparsa dei sintomi di avvelenamento alla pericolosità del fungo ingerito, di modo che, più precoce risulta essere la comparsa di mal di stomaco e dolori di pancia, minore è l’effettiva pericolosità del fungo ingerito, dato che i funghi più perniciosi tendono a rilasciare le loro tossine all’interno dell’organismo a distanza di ore dal consumo.

Attenzione infine a non esagerare con il consumo anche in caso di assoluta innocuità del prodotto dato che i funghi sono alimenti piuttosto nutrienti e non facilissimi da digerire e che un’ingestione smodata potrebbe produrre sull’organismo fastidiose conseguenze, in grado di arricchire quella vastissima letteratura medica popolata da veleni, intossicazioni e sprovveduti alle prese con i boschetti poco distanti da casa.

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