
Molto probabilmente, a livello sanitario, l’ideazione dei motori di ricerca ha fatto molti più danni di quanti ne ha prodotti la celebre Peste Nera, dato che su Google e consimili risultati in evidenza (e dunque quelli più letti e ricercati) non corrispondono quasi mai a contenuti scientificamente approvati, ma sono semplicemente quelli che risultano essere maggiormente in linea con le aspettative della medesima azienda di Mountain Views, secondo uno schema che “premia†gli articoli scritti meglio e quelli meglio indicizzati rispetto a quelli comprensivi di dati ed evidenze universalmente approvate.
Se dunque milioni di persone sono ricorse a pericolosi processi di auto-diagnosi e auto-terapia pensando di trovare chissà quale verità assoluta su Google e incappando spesso in testi privi di reali referenze mediche, Big G intende ora iniziare davvero a pensare alla salute dell’umanità , dando vita ad un particolare progetto finalizzato alla risoluzione di ogni patologie presente sull’enciclopedia medica.

Condotto in collaborazione con la Duke University School of Medicine e la Stanford Medicine, il progetto Baseline, realizzato dalla divisione medica di Google Verily, mira infatti a “mappare†tutte le malattie esistenti e giungere alla creazione di un database ed in casistica tanto esaustiva da porsi come ausilio medico alla ricerca ufficiale e da semplificare il lavoro a tutti coloro che svolgono studi in materia facendo leva su una letteratura medica spesso frastagliata e variegata.
Attraverso il reclutamento dei primi 10 mila volontari, sottoposti a controlli medici periodici incentrati su tutti i parametri vitali, il Project Baseline mira infatti a creare una sorta di Google Maps medica, aperta e liberamente consultabile da chiunque si trovi alla ricerca di informazioni esatte in materia di diabete, di setticemia o di qualunque altra malattia comporti determinati mutamenti a livello organico.
Piuttosto ambizioso e di lunghissima realizzazione, Project Baseline mira quindi a fornire informazioni certe in materia di salute e medicina e magari a rimpiazzare quel caotico guazzabuglio attuale che prevede la sovraesposizione di contenuti scritti in modo curato rispetto a contenuti autentici e clinicamente fondati, persino in materia di Peste Nera.
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