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Salute e Benessere
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Il virus Zika tra veri casi e falsi allarmi in Italia

11 Febbraio 2016
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Il virus Zika tra veri casi e falsi allarmi in Italia

Una volta convinta l’opinione pubblica dell’imminente arrivo di una pandemia, risulta semplicissimo cadere in quel circolo vizioso, piuttosto paranoico, che porta le agenzie di stampa  riferire di nuovi casi di contagio da virus Zika, anche senza che i controlli sanitari del caso abbiano accertato l’effettiva contrazione della patologia.

Data la genericità assoluta del quadro sintomatologico associato allo Zika e la difficoltà di distinguere la malattia tropicale da una banalissima influenza, si susseguono in queste ore i casi relativi a presunti malati sul territorio italiano, la maggior parte dei quali si rivela essere, manco a dirlo, totalmente infondata e non correlata all’epidemia che sta investendo l’America Latina.

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Dopo l’accertamento del primo caso di infezione da virus Zika in Emilia Romagna, che ha avuto come vittima un trentenne originario della provincia di Rimini, hanno infatti cominciato a squillare i campanelli lungo tutta la Penisola e si sono fatti registrare nuovi presunti casi in Friuli Venezia Giulia (poi smentiti) e in molte altre regioni del Paese, cadute nel tunnel dell’allarmismo in preda all’onda emotiva prodotta dal contagio.

Anche a fronte di titoli a quattro colonne e grida manzoniane, l’unico caso reale fatto registrare in questi giorni resta, al momento, quello relativo al 30enne di Rimini, protagonista di un viaggio a Santo Domingo che gli è costato la temuta puntura della zanzara Aedes e la contrazione del virus, la cui diagnosi è avvenuta al momento del ritorno in patria del ragazzo.

Sia per quanto riguarda i casi accertati, sia sul versante legato agli errori medico-mediatici, la situazione resta comunque ampiamente sotto controllo e nessuno dei soggetti contagiati deve temere per la propria incolumità o per quella dei suoi cari, data la quasi impossibilità di trasmettere in modo diretto quella strana infezione, ingigantita a dismisura dal pericolo di pandemia che adombra la scoperta di ogni nuova malattia virale presente sulla faccia della Terra.

 

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