fbpx
Salute e Benessere
Like

Invariato il numero dei fumatori in Italia, fermo a 11 milioni

29 Maggio 2015
1048 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Invariato il numero dei fumatori in Italia, fermo a 11 milioni

Per quanto la cosa possa essere considerata spiacevole (e lo è davvero), tutti i genitori si trovano spesso costretti ad adottare metodi coercitivi nei confronti dei propri figli che prevedono l’impiego dipunizioni e minacce, dal momento che i bambini non possiedono, per definizione, una sfera morale talmente sviluppata da poterli mettere al riparo da comportamenti antisociali o autolesionisti.

I problemi iniziano, tuttavia, quando si intende trattare nello stesso modo soggetti adulti nel pieno delle loro facoltà mentali e la recente storia insegna che laddove i deterrenti prendono il posto dell’informazione e la coercizione supera la convinzione, si ottiene spesso un effetto di segno opposto a quello sperato.

In un Paese che ha da lungo abbandonato la strada rappresentata dalle campagne informative serie per vincere la lotta al fumo, preferendo spot pubblicitari inquietanti, divieti assurdi rivolti all’industria del cinema, scritte minacciose sui pacchetti di sigarette e “immagini shock” in arrivo (come se esistesse davvero qualcosa in grado di scioccare un pubblico abituato a tutto e di più), pare infatti che il numero dei fumatori non sia minimamente decresciuto negli ultimi cinque anni e che le risorse spese per terrorizzare gli abituè delle bionde siano anch’essi finiti all’interno di una nuvoletta aromatica.

Il tardivo allarme stato lasciato nella giornata odierna da Roberta Pacifici , responsabile dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (Ossfad) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che dalle colonne virtuali del Corriere della Sera online ha ammesso il sostanziale stallo e il fallimento di tutte le iniziative fin qui adottate per consentire al numero di fumatori nostrani di scendere sotto la fatidica soglia degli 11 milioni di soggetti attivi, pari al 20,8% della popolazione adulta.

Il consumo medio quotidiano di sigarette tra i fumatori si attesta intorno alle 13 unità, misura di per sé inferiore a quella fatta registrare da altri paesi dell’Unione Europea, ma ancora superiore alla presunta (molto presunta) soglia delle 11 sigarette al girono, superata dal 75% dei fumatori italiani, oltre la quale i rischi per la salute paiono seguire un andamento esponenziale.

Parallelamente alla “tenuta” delle sigarette tradizionali, le recentissime rilevazioni hanno fatto registrare la rapida decrescita delle e-cig, considerate, a ragione, da numerosi analisti alla stregua di un inutile palliativo e di una moda temporanea, destinata a spegnersi con la stessa facilità delle batterie presenti nei dispositivi in commercio.

Anche fronte delle sopracitate misure messe in campo a seguito dell’era post-Srichia, pare dunque che l’incidenza del fumo non accenni a diminuire tra gli Italiani e che il vizio risulti essere ben più radicato di quanto si potesse credere, il che conduce ovviamente le istituzioni sanitarie a dover ripensare da zero la strategia finalizzata a sradicare l’atavico vizio dalla Penisola; magari dando il via ad un programma informativo privo di punizioni e minacce, come si dovrebbe fare con chi ormai ha cessato di essere bambino da molto tempo.

[adrotate banner=”5″]