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La felicità si nasconde in un’area del cervello denominata precuneo

26 novembre 2015
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La felicità si nasconde in un’area del cervello denominata precuneo

Se tutti i pessimisti del mondo reputano che la ricerca della felicità sia tristemente destinata a fallire e che il senso di gioia provocato dal “desiderare ciò che si ha” sia inesorabilmente effimero, alcuniricercatori giapponesi hanno voluto ridurre la questione ad una sfera un po’ meno filosofica e un po’ più biologica, andando ad individuare quali siano i centri cerebrali preposti al rilascio degli stimoli che comunemente associamo all’idea di felicità.

Una ricerca condotta dall’università di Tokyo ha infatti mostrato come gli impulsi elettrici riconducibili ad un senso di appagamento duraturo tendano a provenire in modo quasi esclusivo dall’area definita come precuneo, le cui dimensioni e il cui livello di attività parrebbero in grado dideterminare il nostro senso di felicità per l’intera durata della vita.

Dopo aver sottoposto un nutrito gruppo di volontari ad alcuni questionari e test attitudinali, rivolti a “quantificare” il livello di soddisfazione e felicità individuale, gli scienziati giapponesi hanno poi provveduto a compiere complesse scansioni del cervello dei soggetti con l’intento di individuare se le persone felici mostrassero differenze anatomiche significative rispetto alla porzione di campione che denotava invece maggiore insoddisfazione e tristezza.

Incrociando i dati delle due differenti chiavi di ricerca, imedici hanno scoperto, appunto, che laddove il precuneo risultava più sviluppato era possibile rintracciare un coefficiente di felicità maggiore, ponendo così in relazione l’attività di una singola e specifica area del cervello con le condizioni emotive dell’intero organismo.

Seppur palesemente e volutamente riduttiva, la ricerca pubblicata su Scientific Reports apre le porte a nuove metodologie di indagine rivolte alla cura di patolgoie, come la depressione, che potrebbero trovare risposta proprio da quell’area del cervello talmente nascosta da sfuggire persino alle considerazioneifilosofiche e a millenni di pessimismo.

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