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Salute e Benessere
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La lettura serale di ebook può alterare il ciclo sonno-veglia?

23 Dicembre 2014
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La lettura serale di ebook può alterare il ciclo sonno-veglia?

In base ad una strana alchimia che spinge il grande pubblico alla perenne ricerca di una novità, numerosi settori martoriati da una crisi nera stanno vivendo un’insperata rinascita grazie alla riproposizione digitale di contenuti vecchi quanto la Notte dei Tempi: se l’Italia si distingueva fino a pochi anni fa per un diffuso disinteresse verso romanzi, saggi e trattati; l’ideazione di comodi e attraenti ereaders ci ha trasformati tutti (fortunatamente) in un popolo di accaniti lettori.

Una recentissima ricerca condotta presso il Brighan and Womens’s Hospital (BWH) di Boston pare giungere tuttavia in queste ore a rompere le proverbiali uova nel paniere a tutti coloro che ,grazie agli ebook, avevano riscoperto d’incanto la nobile arte della lettura: secondo i ricercatori del Massachussetts, pare infatti che i lettori digitali siano in grado di creare una sorte di corto circuito neuronale finalizzato a sfasare la normale costituzione del ciclo-sonno veglia.

La lettura prolungata di ereaders durante le ultime fasi della veglia potrebbe infatti interferire con la nostra tendenza ad addormentarci e a godere di un riposo notturno continuo a causa della presenza di una particolare luce a onde corte (detta luce blu) emessa dai dispositivi che sovraccarica il nostro cervello di stimoli imprevisti fino ad interrompere i normali cicli circadiani.

I ricercatori del BWH hanno condotto un esperimento della durata di 14 giorni, durante il quale alcuni volontari sono stati invitati a leggere comuni volumi in carta e inchiostro o, in alternativa, la loro variante digitale durante l’arco di tempo immediatamente precedente al momento di coricasi, scoprendo l’esistenza di un nesso tra ereader e qualità del sonno in base al quale i soggetti che si erano cimentati con la lettura digitale presentavano livelli di melatonina (l’ormone che regola il sonno) decisamente inferiori rispetto ai loro colleghi alle prese con letture di tipo “tradizionale” e risultavano essere meno attivi a seguito della nottata.

Dallo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences è dunque emerso un lato oscuro degli ereader fino a qui ignoto; lato oscuro che riguarda solo una particolare condizione di utilizzo dei dispositivi che rigaurda lunghe letture effettuate in fasce orarie immediatamente precedenti al momento del sonno e che non si traduce, logicamente, in un invito su larga scala all’abbandono dei lettori tout court, anche perché separarci dai lettori di ebook risulterebbe quantomeno beffardo, proprio all’indomani della nostra improvvisa trasformazione in un popolo di accaniti lettori.